Ho avuto una richiesta eccessiva dalle televisioni, ma io non ho bisogno di visibilità, voglio solo aiutare. Sono andato in tv una sola volta a raccontare la mia storia e la sto raccontando adesso perché non voglio piangermi addosso, io ce l’ho fatta. Udinese-Napoli? E’ sempre bello venire a Napoli da ex, ma ai miei giocatori dico sempre che è troppo bello giocare al Maradona perché la cornice di pubblico in quello stadio fa paura e poi giocare contro una grande squadra dà sempre stimoli ulteriori. Io se avessi l’età e la possibilità, anche oggi ci andrei di corsa a giocare in quello stadio, chi non vorrebbe battere oggi il Napoli? E’ la squadra più forte, è la squadra da battere insieme all’Inter! Il Napoli ha giocatori straordinari, una società consolidata seppur spesso criticata, un signor allenatore, un signore d’oro con grande personalità e mi sarebbe piaciuto essere un suo giocatore, sai quante liti! Fumantino lui, fumantino io, saremmo andati d’accordissimo. Runjaić? Questo allenatore non ha paura di nessuno e per questo mi piace! I giovani che sono qui lui non ha paura a schierarli. Certo, quella di domani è una partita difficile, ma noi non abbiamo nulla da perdere. Runjaić lo ha scelto Gino Pozzo e credo lo abbia scelto bene. Abbiamo recuperato qualche infortunato, rientra Karlström quindi preparatevi!
Solo dei pazzi come quelli dell’Udinese potevano prendere Lucca dalla serie B dell’Olanda, ma noi lo stavamo seguendo e abbiamo fatto bene a prenderlo perché oggi è richiesto da tantissime squadre. Anche Atta è in rampa di lancio, facciamo un grande lavoro e di questo ringraziamo sempre la società che ci permette di farlo. Scudetto? Il Napoli deve essere convinto di potercela fare. Certo, forse Conte si aspettava qualcosa in più a gennaio, è stato preso Okafor che è un bel giocatore, ma la squadra c’è. Il vantaggio del Napoli c’è perché l’Inter dovrà fare le coppe mentre gli azzurri potranno concentrarsi sul campionato e i requisiti per vincere lo scudetto ci sono. Direttore sportivo? Tanti anni fa mi sono iscritto, ma non avevo i requisiti perché non avevo il diploma, io da piccolo non studiavo andavo a lavoro e a giocare a pallone. Ora hanno tolto questo requisito e mi sono rimesso in gioco superando a pieni voti la patente da direttore sportivo”.
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