Il giornalista di DAZN ha parlato a Radio Punto Nuovo
A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport", è intervenuto Tommaso Turci, giornalista di DAZN. Da Como-Napoli a De Bruyne, fino ad arrivare ai tanti infortuni che hanno falcidiato la rosa del club partenopeo, il futuro di Antonio Conte e tanto altro ancora. Di seguito le considerazioni dell'opinionista.
Su Como-Napoli
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“È stata una partita che racconta molto bene il momento del Napoli. Perché il punto non è da buttare, assolutamente, soprattutto considerando quanto sia complicato oggi affrontare il Como, però allo stesso tempo è una gara che evidenzia dei limiti. Il primo tempo è stato chiarissimo: il Napoli non riusciva a uscire dalla pressione, non riusciva a costruire, era in difficoltà contro una squadra che invece aveva idee molto precise. Nel secondo tempo è andata un po’ meglio, ma più per equilibrio che per reale crescita nel gioco. Il pareggio lascia una sensazione doppia. Da un lato è un punto che tiene il Napoli dentro il suo obiettivo, che è il secondo posto. Dall’altro però conferma che questa squadra oggi non riesce a essere dominante, non riesce a imporre il proprio gioco con continuità. E quando una squadra con queste ambizioni si accontenta, anche solo in certe partite, vuol dire che qualcosa lungo il percorso si è perso".
Se al Sinigaglia il Napoli è stato più attento a non scoprirsi che a provare a vincerla
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"Sì, è un segnale abbastanza evidente. Quando una squadra allenata da Antonio Conte negli ultimi minuti pensa prima a non perdere che a vincere, vuol dire che in quel momento lì non ha la forza per fare un passo in più. Il richiamo a Spinazzola nel finale è emblematico: ordine, posizione, niente rischi. È una scelta lucida, ma racconta anche un certo tipo di atteggiamento".
Se il Napoli è mancato davvero nella corsa Scudetto oppure è stata semplicemente più forte l’Inter
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"Io credo che le due cose stiano insieme, ma il Napoli sicuramente non è stato continuo. Gli infortuni hanno inciso tantissimo, perché perdere giocatori come Kevin De Bruyne, Stanislav Lobotka o Amir Rrahmani per lunghi periodi cambia completamente l’equilibrio della squadra. Però non può essere solo quello, perché una squadra costruita per vincere deve trovare soluzioni anche nei momenti difficili".