Quindi è colpa di Conte che ha fatto dei cambi incomprensibili?
—“Lo ha fatto per lanciare un segnale alla società, per dimostrare a tutti che le scelte dirigenziali sono state sbagliate. Fino alla chiusura del mercato, era primo in classifica. Quello che accadrà dopo non sarà più colpa sua. Però, non credo che un allenatore debba mandare segnali alla società sulla pelle dei tifosi. I segnali, semmai, li ho colti io nelle sue conferenze stampa. Quando ha dichiarato che non era necessario investire in un centro sportivo, ho capito tutto. E poi c’è stata la frase di Conte: 'A me avevano chiesto di portare la squadra in Europa.' Uno come lui, che ha un’esperienza internazionale enorme, non fa dichiarazioni del genere a caso. Quando dice una cosa del genere davanti a milioni di tifosi delusi, sta chiaramente sottintendendo: 'Mi hanno indebolito la squadra mentre ero primo in classifica. Se lo scudetto non arriva, non è colpa mia.' È evidente. Non c’è bisogno di interpretazioni particolari."
Nonostante tutto, il Napoli è ancora lì, in piena corsa…
—“Sì, certo, siamo ancora lì, e per questo serve un po’ più di serenità. Non mi piace il clima che si sta creando. Leggo persone dire: 'Non criticate, non commentate, non scrivete nulla.' Ma ragazzi, possiamo dire quello che vogliamo, tanto quello che accadrà in campo non dipende da noi. Che scriviamo su Facebook, sulla carta stampata o parliamo in radio, non cambia il risultato delle partite. Cerchiamo di mantenere la calma."
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