Sugli infortuni:"Mai vista una cosa del genere in tutta la mia carriera! A Perugia mi ricordo che eravamo in 9/10, con tanti Primavera, ma per 2/3 settimane. Quest’anno ci sono stati infortuni pesanti: è questo il dispiacere. Lukaku, De Bruyne e Anguissa? Riaverli significa tantissimo: hanno un peso specifico importantissimo per noi. Anche in allenamento, non solo in partita, la qualità si alza a livelli incredibili. Quando non ci sono, si sente la loro mancanza. Siamo contenti di averli di nuovo".
Su Conte:"Ha alzato la mia forza fisica di nuovo. Gli allenamenti del mister sono veramente tosti: era dagli anni di Gasperini che non mi allenavo in questa maniera. In più, ha alzato anche l’aspetto mentale: mi stuzzica sempre e vuole il massimo da me. Mi stimola ad alzare ogni giorno l’asticella. Mi ha dato veramente tanto; lo ha fatto con le azioni e anche con le parole".
Sul VAR e sugli errori arbitrali: "Giocatori o ex allenatori conoscono le dinamiche del calcio. Io non posso vedere un difensore che salta con le braccia attaccate al corpo; è una follia! Va a discapito del nostro fisico, siamo tutti scoordinati senza braccia. Anche il tocco di mano a un centimetro tra attaccante e difensore, per me, è una follia incredibile. Il regolamento va rivisito. Era molto meglio prima quando il fallo di mano magari il difensore lo cercava oppure aveva il braccio alto a 5/6 metri. Io ripeto che la responsabilità può prendersela di più l’arbitro di campo: lui deve decidere e il VAR dev'essere solo un aiuto. A volte sembra che sia il VAR ad arbitrare la partita".
Sulla Nazionale: "Ci stiamo avvicinando a questi due appuntamenti determinanti per noi, per la Nazione e per tutto il movimento. Le prospettive sono chiare: dobbiamo passare e vincerle. Non si sa come, ma dobbiamo vincere e andare ai Mondiali".
Sulla città di Napoli: "Io qui sto bene dal primo giorno. Ho visto un rispetto pazzesco: quando vado in giro con i miei figli, nessuno si avvicina; anzi aspettano che i miei figli si allontanino per chiedermi di fare una foto. Lì veramente ho detto: ‘Questa cosa è straordinaria!’. Ringrazio chi mi chiede le foto dopo: non è da tutti, nelle altre città non lo fanno. Altrove pensano sia normale chiedermi una foto mentre gioco con i miei figli, magari devo pure stare col sorriso... Mentre qui aspettano anche dieci minuti per poi entrare quando figli o mogli non ci sono. A Napoli vado ovunque: in centro, ai quartieri, faccio passeggiate con mia moglie... Della città ci piace tutto! Da quando sono qui ho trovato una pace incredibile, anche a tenere la finestra aperta e sentire i clacson. Per me Napoli è felicità, oltre che vita!".
Sul futuro:"Restare a lungo? Io lo spero, ma i matrimoni si fanno sempre in due. Ascolto da tempo la musica napoletana: a 14 anni ero in convitto a Siena con tanti napoletani; tornavo a casa e parlavamo in napoletano. Sanremo non lo seguo molto. Nello spogliatoio non canto tanto, ma a casa ho sempre la TV accesa con la musica. I miei figli sanno a memoria tutte le canzoni: viviamo di musica. Adesso cantiamo ‘Per sempre sì’: i miei figli la cantano sempre".
Sui riti pre-gara nello spogliatoio:"Prima di più, adesso ho messo da parte i riti. L’unica cosa che facciamo sempre è il discorso del capitano: è l’unico rito che si fa".
Sui tifosi e sulle trasferte vietate:"Penso che il calcio sia passione, amore e che tutti i tifosi ospiti e di casa dovrebbero essere in festa per il calcio. È un gioco, un piacere e dovremmo viverla in tutto il mondo così. Spero che tutte queste cose finiscano un giorno e che tutti i tifosi abbiano il piacere di poter andare in un’altra città a vedere la propria squadra".
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