Sulla classifica: "Scudetto o 2° posto? È più lecito sognare di vincere tutte le partite. Sappiamo che i punti di distacco dall’Inter sono molti, quindi noi abbiamo l’obiettivo di centrare la Champions. Se poi tra cinque partite l’Inter ne avrà sbagliate quattro, ne saremo felici (ride, ndr). Noi dobbiamo puntare a fare più vittorie possibili. Ci aspettano partite difficili: una è col Lecce che si gioca la salvezza. Affronteremo una squadra che ha voglia di ottenere più punti possibili: a loro servono, ma anche noi abbiamo tante motivazioni per vincere".
Sulla lotta per la Champions League:"È veramente difficile. Come organico Roma e Juventus sono superiori, ma i giallorossi hanno l’incognita Europa e, di conseguenza, più partite. Non si sa mai, hanno ancora degli scontri diretti: sarà una lotta serratissima fino alla fine. Questo è il bello del campionato, ci sono rose veramente forti. Il Como ha il gioco più bello e fluido in Serie A, metterà in grande difficoltà tutti".
Sugli infortuni:"Mai vista una cosa del genere in tutta la mia carriera! A Perugia mi ricordo che eravamo in 9/10, con tanti Primavera, ma per 2/3 settimane. Quest’anno ci sono stati infortuni pesanti: è questo il dispiacere. Lukaku, De Bruyne e Anguissa? Riaverli significa tantissimo: hanno un peso specifico importantissimo per noi. Anche in allenamento, non solo in partita, la qualità si alza a livelli incredibili. Quando non ci sono, si sente la loro mancanza. Siamo contenti di averli di nuovo".
Su Conte:"Ha alzato la mia forza fisica di nuovo. Gli allenamenti del mister sono veramente tosti: era dagli anni di Gasperini che non mi allenavo in questa maniera. In più, ha alzato anche l’aspetto mentale: mi stuzzica sempre e vuole il massimo da me. Mi stimola ad alzare ogni giorno l’asticella. Mi ha dato veramente tanto; lo ha fatto con le azioni e anche con le parole".
Sul VAR e sugli errori arbitrali: "Giocatori o ex allenatori conoscono le dinamiche del calcio. Io non posso vedere un difensore che salta con le braccia attaccate al corpo; è una follia! Va a discapito del nostro fisico, siamo tutti scoordinati senza braccia. Anche il tocco di mano a un centimetro tra attaccante e difensore, per me, è una follia incredibile. Il regolamento va rivisito. Era molto meglio prima quando il fallo di mano magari il difensore lo cercava oppure aveva il braccio alto a 5/6 metri. Io ripeto che la responsabilità può prendersela di più l’arbitro di campo: lui deve decidere e il VAR dev'essere solo un aiuto. A volte sembra che sia il VAR ad arbitrare la partita".
Sulla Nazionale: "Ci stiamo avvicinando a questi due appuntamenti determinanti per noi, per la Nazione e per tutto il movimento. Le prospettive sono chiare: dobbiamo passare e vincerle. Non si sa come, ma dobbiamo vincere e andare ai Mondiali".
Sulla città di Napoli: "Io qui sto bene dal primo giorno. Ho visto un rispetto pazzesco: quando vado in giro con i miei figli, nessuno si avvicina; anzi aspettano che i miei figli si allontanino per chiedermi di fare una foto. Lì veramente ho detto: ‘Questa cosa è straordinaria!’. Ringrazio chi mi chiede le foto dopo: non è da tutti, nelle altre città non lo fanno. Altrove pensano sia normale chiedermi una foto mentre gioco con i miei figli, magari devo pure stare col sorriso... Mentre qui aspettano anche dieci minuti per poi entrare quando figli o mogli non ci sono. A Napoli vado ovunque: in centro, ai quartieri, faccio passeggiate con mia moglie... Della città ci piace tutto! Da quando sono qui ho trovato una pace incredibile, anche a tenere la finestra aperta e sentire i clacson. Per me Napoli è felicità, oltre che vita!".
Sul futuro:"Restare a lungo? Io lo spero, ma i matrimoni si fanno sempre in due. Ascolto da tempo la musica napoletana: a 14 anni ero in convitto a Siena con tanti napoletani; tornavo a casa e parlavamo in napoletano. Sanremo non lo seguo molto. Nello spogliatoio non canto tanto, ma a casa ho sempre la TV accesa con la musica. I miei figli sanno a memoria tutte le canzoni: viviamo di musica. Adesso cantiamo ‘Per sempre sì’: i miei figli la cantano sempre".
Sui riti pre-gara nello spogliatoio:"Prima di più, adesso ho messo da parte i riti. L’unica cosa che facciamo sempre è il discorso del capitano: è l’unico rito che si fa".
Sui tifosi e sulle trasferte vietate:"Penso che il calcio sia passione, amore e che tutti i tifosi ospiti e di casa dovrebbero essere in festa per il calcio. È un gioco, un piacere e dovremmo viverla in tutto il mondo così. Spero che tutte queste cose finiscano un giorno e che tutti i tifosi abbiano il piacere di poter andare in un’altra città a vedere la propria squadra".
© RIPRODUZIONE RISERVATA



/www.calcionapoli1926.it/assets/uploads/202603/c6bfec8c738d98000bebfca43afbeea2-scaled.jpg)