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Spalletti: “Siamo l’Italia, dobbiamo creare roba forte e nuova. Su Juan Jesus…”

penale spalletti
Il tecnico di Certaldo ha le idee ben chiare sul futuro della Nazionale
Alex Iozzi

Luciano Spalletti, commissario tecnico della nazionale italiana, si è concesso ai microfoni dei canali ufficiali della Federazione alla vigilia dell'amichevole, in programma stasera alle ore 22:00, che vedrà contrapposti gli azzurri al Venezuela.

Le parole di Spalletti ai canali della FIGC

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"Dobbiamo creare qualcosa di moderno. C'è questa apertura di andare ad essere calciatori o squadre che sanno interpretare più moduli e sistemi di gioco dentro la stessa partita. Dobbiamo fare qualcosa di moderno, prima avevamo poco tempo e ci siamo focalizzati solo in un sistema, anche quando perdevamo dovevamo mettere a fuoco una cosa. Con le amichevoli faremo qualche prova in più".


Sul ruolo che avranno le ultime amichevoli nelle scelte dei convocati per Euro2024:

"Noi saremo attenti e presenti dentro gli allenamenti delle squadre, dentro gli incontri di campionato, ci porteremo dietro quello che verrà fuori in queste amichevoli dove vedremo qualcuno di nuovo, c'è sempre la possibilità di inserirsi. Essendo l'Italia abbiamo il bisogno di creare sempre roba più forte e nuova, ci portiamo via i risultati di queste prove".

Sull'incontro con Sinner:

"È un esempio da quando ha cominciato. Da ragazzino normalissimo, da una situazione più difficile di altri è riuscito a scalare tante posizioni diventando il numero uno. Per essere sul tetto del mondo uno deve diventare top nella gestione delle ore in cui non si fa attività sportiva, oltre che nel match e nell'allenamento. Si vede che è mentalizzato in maniera corretta, lo dicono le sue scelte, come il cambio di allenatore. Sa dove vuole arrivare e conosce benissimo il suo carattere".

Sulla scomparsa di Joe Barone:

"Come gruppo nazionale siamo tutti vicini alla famiglia Barone e alla famiglia di Commisso. Sappiamo che valore perdiamo per il nostro sport e per il calcio in particolare. Ha influenzato più il calcio lui in questi cinque anni alla Fiorentina rispetto a tanti altri che sono da una vita dentro questo ambiente e non hanno fatto niente. Il Viola Park è la conferma di che cosa voglia dire fare le cose da imprenditori".

Più difficile vincere lo Scudetto o l'Europeo?

"Sono curioso di poterlo verificare nell'atto pratico. Con l'Italia non ho vinto niente, abbiamo fatto il minimo ovvero raggiungere la qualificazione. Visto l'età che ho, se voglio provare un'emozione ancora più grande rispetto a quella provata, non penso di avere la possibilità di viverne una più grande rispetto a queste partite che ci aspettano. Spero di valutare questa differenza".

Aspetti decisivi nella sfida col Venezuela?

"Ci sono dei dati che diventano interessanti. Per esempio il tempo effettivo delle nostre sfide di qualificazione è stato di 55' a partita, mentre con il Venezuela scende a 45'. Dieci minuti in meno sono tantissimi e questo avviene perché ci sono molti falli che interrompono il ritmo della partita, per cui dovremo affrontare molti scontri e dovremo farci trovare pronti anche a quel livello. Spesso il gesto tecnico fa vedere chi sei, ma la spallata che ti butta fuori dal campo fa vedere dove vuoi andare. Bisogna saper fare tutto: la scelta di giocare contro queste squadre che hanno queste caratteristiche e che non abbiamo mai affrontato è per fare un'esperienza nuova. Una scelta di crescita, corretta da parte della nostra Federazione".

Come siete stati accolti in America? Sapevi che avreste dovuto giocare contro il Perù?

"Qualsiasi partita dà possibilità di crescita. Qualsiasi incontro, se lo vai a costruire in modo giusto, ti dà conoscenze. Speriamo di incontrare presto il Perù, una scuola calcistica famosa"

Che significa per voi la presenza di Buffon nello staff tecnico?

"Spesso andiamo a cercare degli aggettivi e creare delle frasi per mettere in evidenza l'importanza di una persona. In questo caso basta portarlo negli spogliatoi e tutto diventa chiaro. Per la sua storia, il carattere, la forza emotiva è fondamentale per far crescere la squadra. Averlo con noi è un grande vantaggio".

Hai sentito Juan Jesus?

"Parlo spesso con tutti perché cerco di rendermi conto delle situazioni. Secondo me siamo oltre quello che è avvenuto nella realtà, poi è chiaro che la giustizia farà luce. Bisogna andarci piano, sono entrambi dei bravi ragazzi".

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