Ora c’è il Como.
«Il Como può mettere in difficoltà chiunque ma anche imbrigliarsi da solo. Fin qui ha giocato con leggerezza, senza pressione. Nessuno chiedeva niente. Ora però c’è la Champions in gioco: devi avere abitudine alla vittoria e personalità. Vediamo come reagirà. Di sicuro c’è una qualità di gioco unica».
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Il Napoli sembra abdicare: gli infortuni sono un alibi?
«Sono stati troppi e hanno coinvolto giocatori determinanti. Però, quando vinci lo scudetto in un stagione in cui tutto si combina alla perfezione, a volte succede che l’anno dopo certe situazioni non si ripetano. Ci sono passato anch’io. Pensi di fare tutto come prima, ma non ti accorgi che forse non c’è la stessa intensità».
Conte ha mostrato una varietà tattica impressionante.
«Conte è una miniera di idee, uno studioso del calcio: sperimenta quando c’è necessità e anche quando pensa che ci sia uno dei suoi che merita di giocare. Posso dirlo? È un bravo ct. Non sono tutti adatti a fare sia il selezionatore sia l’allenatore, c’è chi ha bisogno del campo quotidiano: lui può fare tutto».
Insomma, scudetto all’Inter?
«Al 90 per cento. Lascio un 10 a Napoli perché nel calcio tutto può succedere. Un anno era fatta con la Juve, poi la Roma ci ha superati ma alla fine ha perso con il Lecce già retrocesso...»".
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