Sul tema “giochisti o risultatisti”? Sono etichette che lasciano il tempo che trovano. I grandi allenatori, se sono davvero grandi, sanno adattarsi al contesto. Sarri ha sempre dimostrato di saper costruire squadre riconoscibili, ma anche competitive. Il punto vero, però, è un altro: ogni allenatore deve essere messo nelle condizioni di lavorare con coerenza. Non ha senso prendere un tecnico e poi costruirgli una squadra che non gli appartiene. Il lavoro del direttore sportivo è proprio questo: evitare contraddizioni tra allenatore, rosa e società. Se funziona questo triangolo, allora si costruisce qualcosa di serio.
Napoli oggi? È una squadra che ha una base importante, ma come sempre nel calcio moderno serve programmazione continua. Non basta il nome dell’allenatore: serve un progetto condiviso, sostenibile e chiaro. E in questo senso, qualunque scelta si faccia, sarà decisiva la coerenza tra ciò che si vuole fare e gli strumenti che si mettono a disposizione".
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