Napoli e il nodo allenatore? Tutto ruota intorno a questo. Se resta Antonio Conte, il progetto ha una continuità chiara. Se invece dovesse cambiare guida tecnica, allora si aprirebbero scenari diversi.
Sarri? Parliamo di Maurizio Sarri, quindi di un tecnico di assoluto livello internazionale, che conosce Napoli e conosce l’ambiente. Questo è un vantaggio non banale: non parte da zero, sa già dove arriva.È chiaro che oggi siamo nel campo delle ipotesi. Io, personalmente, non vedo grande probabilità di un addio di Conte, ma nel calcio non si può mai escludere nulla. E se dovesse accadere, Sarri sarebbe senza dubbio una soluzione di altissimo profilo. Non sarebbe una scelta improvvisata: sarebbe un allenatore che porta un’identità precisa, una metodologia consolidata e una conoscenza profonda del calcio italiano ed europeo.
Sul tema “giochisti o risultatisti”? Sono etichette che lasciano il tempo che trovano. I grandi allenatori, se sono davvero grandi, sanno adattarsi al contesto. Sarri ha sempre dimostrato di saper costruire squadre riconoscibili, ma anche competitive. Il punto vero, però, è un altro: ogni allenatore deve essere messo nelle condizioni di lavorare con coerenza. Non ha senso prendere un tecnico e poi costruirgli una squadra che non gli appartiene. Il lavoro del direttore sportivo è proprio questo: evitare contraddizioni tra allenatore, rosa e società. Se funziona questo triangolo, allora si costruisce qualcosa di serio.
Napoli oggi? È una squadra che ha una base importante, ma come sempre nel calcio moderno serve programmazione continua. Non basta il nome dell’allenatore: serve un progetto condiviso, sostenibile e chiaro. E in questo senso, qualunque scelta si faccia, sarà decisiva la coerenza tra ciò che si vuole fare e gli strumenti che si mettono a disposizione".
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