“È chiaro che quando parli di allenatori top in Italia non hai tantissimi nomi. I più esperti e vincenti sono sicuramente Conte e Allegri, poi ci sono Mancini e anche Simone Inzaghi. Parliamo però di allenatori con ingaggi molto elevati, quindi bisognerà capire se sono operazioni sostenibili. Dal punto di vista tecnico è evidente che, quando si cercano profili di alto livello, vengono in mente questi nomi, che hanno curriculum importanti e parlano da soli.”
Secondo lei, tra i due attualmente impegnati, ovvero Conte e Allegri, e quello libero, ovvero Mancini, quale strada è più percorribile?
“Sicuramente Mancini, perché è libero e quindi rappresenta l’opzione più semplice. È un profilo molto forte in questa corsa. Però bisogna aspettare, perché da qui a due mesi possono cambiare tante cose. Il commissario tecnico non può essere scelto prima delle elezioni, quindi è probabile che i candidati facciano dei sondaggi e magari si creino delle associazioni tra candidato presidente e possibile CT. È un meccanismo simile a quello che si vede nelle elezioni dei club spagnoli, dove chi si candida spesso presenta anche il nome dell’allenatore per rafforzare la propria campagna. È possibile che accada qualcosa di simile anche qui, ma prima del 22 giugno non ci saranno decisioni ufficiali. Serve pazienza, perché è una scelta da fare con grande attenzione, senza fretta, costruendo un progetto solido.”
Un weekend importantissimo, partendo da Inter-Roma. Una Roma che nell’ultimo periodo non sta attraversando un grande momento di forma, mentre l’Inter sembra un po’ nervosa e ha perso punti per strada. Chi ci arriva meglio a questa sfida e come si concluderà secondo lei?
“Sulla carta l’Inter non ci arriva benissimo, per gli ultimi risultati e per un certo nervosismo che si è visto. Credo che sia una partita molto delicata. La Roma può creare difficoltà all’Inter, e non dimentichiamo che l’anno scorso Inter-Roma fu decisa da un gol che ebbe un impatto importante anche nella corsa scudetto. Quest’anno, un eventuale passo falso dell’Inter, pareggio o sconfitta, non darebbe motivazioni solo al Napoli, ma anche al Milan. Se l’Inter dovesse rallentare ancora, Napoli e Milan ne approfitterebbero, e questo renderebbe la corsa al titolo ancora più aperta e interessante già dalla giornata successiva.”
La seconda partita più importante di questo weekend è quella di lunedì di Pasquetta tra Napoli e Milan. Nonostante il Milan sia avanti di un punto, leggo pronostici completamente a favore del Napoli. È d’accordo?
“Queste sono partite da tripla. Quando si affrontano allenatori che hanno vinto 11 degli ultimi 15 scudetti, parliamo di tecnici che hanno grande esperienza e sanno gestire queste sfide. Sarà una partita molto tattica, con entrambe le squadre attente a non concedere nulla. Probabilmente sarà decisa dagli episodi, come spesso accade in gare così sentite. Bisognerà essere bravi a indirizzarli a proprio favore. I pronostici tutti a favore del Napoli non mi sembrano corretti: il Milan ha dimostrato di essere una squadra forte ed esperta, con giocatori capaci di determinare, come Pulisic e Leão. Le dico anche che, se Leão non dovesse partire titolare, il Milan potrebbe guadagnarci in fluidità di manovra, perché a volte gioca meglio senza di lui. Detto questo, Leão resta un giocatore decisivo e ha già fatto male spesso al Napoli, anche al Maradona.”
Si è parlato del nome di Antonio Conte per la nazionale italiana. Le chiedo se ci sono aggiornamenti sulla sua permanenza sulla panchina del Napoli, indipendentemente dalla Nazionale.
“No, il suo futuro a Napoli, al di là della nazionale, passerà comunque dal confronto con il presidente Aurelio De Laurentiis, come è successo già l’anno scorso. Bisogna aspettare quel faccia a faccia, senza creare allarmismi, perché al momento non mi risultano divergenze. Per quanto riguarda la nazionale, un eventuale accordo dipende sempre da entrambe le parti: se la FIGC dovesse sceglierlo, bisognerà capire se lui ha voglia di tornare a fare il commissario tecnico. Questo è un punto fondamentale, perché oggi non conosciamo la sua posizione: potrebbe considerare chiusa l’esperienza in nazionale oppure essere disposto a riaprirla. Prima, però, bisogna capire cosa succederà con De Laurentiis. Anche in questo caso servirà un po’ di tempo, sia per gli impegni attuali sia perché certi confronti arrivano solo quando la stagione è conclusa e gli obiettivi sono definiti.”
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