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NAPLES, ITALY - DECEMBER 18: Aurelio De Laurentiis and Sal Da Vinci attend the SSC Napoli Xmas Dinner on December 18, 2018 in Naples, Italy. (Photo by Ciro Sarpa SSC NAPOLI/SSC NAPOLI via Getty Images)
Attraverso i propri canali social, Carlo Alvino ha reso noto il parere di Carlo Claps, avvocato di Sal Da Vinci, in merito alle critiche ricevute dall'artista in quanto napoletano:
"L’avvocato di Sal Da Vinci: "Vie legali se le critiche diventeranno offese" Il legale Carlo Claps : la tutela dell’immagine di un artista è un diritto sancito dalla legge. Il trionfo a Sanremo, la festa nella sua Napoli, l’ovazione del Maradona: sono i giorni della celebrazione per Sal Da Vinci, il trionfatore di Sanremo. Ma sono anche i giorni delle critiche e delle polemiche: l’artista napoletano ha invitato i fans a non cadere nelle provocazioni e per adesso ha scelto un profilo basso. Ma è chiaro che se certe critiche dovessero trasformarsi in offese, allora verrebbero intrapresi altri percorsi, come ha preannunciato Carlo Claps, avvocato e amico di lunga data di Sal: "Con la saggezza che lo contraddistingue, lui sa che quando sei al centro dell’attenzione, quando vinci in modo cosi plateale, una parte delle reazioni sarà negativa. È la dinamica dei tempi che viviamo, amplificata dai social. E lui lo capisce, lo accetta con maturità. Non è un uomo che si fa abbattere dalle parole. Però c’è una distinzione importante che dobbiamo fare: una cosa è la critica musicale, anche aspra; altra cosa è l’insulto, la denigrazione personale, la discriminazione culturale. Quella non si può tollerare. Mi riferisco a dichiarazioni che non attaccano la canzone, ma attaccano Sal in quanto napoletano, in quanto espressione di una cultura popolare che qualcuno considera inferiore. Ho letto, con i miei occhi, frasi che equiparano la canzone napoletana a qualcosa di dannoso, persino pestilenziale. Questo non è giudizio critico: è discriminazione. È un’offesa alla canzone napoletana, riconosciuta e valorizzata in tutto il mondo, patrimonio immateriale dell’umanità nel senso più ampio del termine. È un’offesa a Napoli. È un’offesa a milioni di persone che si riconoscono in quella tradizione culturale"
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