Sal Da Vinci, cantante attualmente in gara all'Eurovision Song Contest in rappresentanza dell'Italia, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai taccuini di SportWeek.

interviste
Sal Da Vinci: “Conte? Spero resti a lungo. L’addio di Kvara è stato una coltellata”
Sal Da Vinci: “Il Napoli è una malattia, costrinsi mio padre a portarmi a vedere Krol poco prima di un concerto”
—"Napoli è tanti uomini, artisti e scrittori, poeti e attori, figure gigantesche. Il Napoli è invece una malattia, e non sembri una banalità. Avevo una decina d’anni, giocavamo a Torino. Costrinsi mio padre, con cui avevamo uno spettacolo poche ore dopo la partita, a portarmi allo stadio, c’era Ruud Krol“. Scudetti? Ognuno è un momento di felicità. Il primo, innegabile, ha un valore superiore, segna il riscatto, anche sociale, costruito grazie a Maradona. Abbiamo assaporato la gioia in quei sette anni, andavi al San Paolo ed eri diverso dentro, potevi anche perdere ma avevi visto Lui. Spalletti è una bellissima persona. Ci ha creduto, ha saputo orientarci dopo quella rivoluzione, ci siamo divertiti. E poi ha assunto responsabilità forti. Conte spero resti a lungo, ha reso possibile ciò che ci sembrava impossibile. Mentalità vincente, il più grande in circolazione in Italia. Frequento Di Lorenzo, Meret, Spinazzola e Politano. Adoro McTominay, ma ho un debole umano e calcistico per Buongiorno. Mazzocchi mi fa impazzire, rappresenta il collante dello spogliatoio e si diverte. Poi aspetto che esploda definitivamente Vergara, dopo Insigne è la classe degli scugnizzi che si rigenera. La partenza di Maradona fu un dolore, l’accusa di doping, il momento buio che attraversò. E ora Kvaratskhelia, una coltellata. Come Higuain, negli ultimi venti metri non ce n’era per nessuno. Il nuovo leader? De Bruyne, e con lui McTominay“.
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