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interviste
Le parole di Sandro Sabatini a Radio Marte
Al programma Siamo Tutti Allenatori, in diretta su Radio Marte, il giornalista Sandro Sabatini ha rilasciato delle dichiarazioni sbilanciandosi sul futuro dell'allenatore del Napoli Antonio Conte: "Per me Conte non resterà a Napoli l’anno prossimo. La storia di Conte dice che al secondo anno c’è sempre un trauma e se ne va. E’ ovvio che la decisione avviene in base all’ultimo periodo. Se la cosa sembra preoccupante coi calciatori che non vedono l’ora di andare in vacanza credo sia inevitabile un divorzio consensuale. Se poi arrivasse un finale di campionato in crescendo, vincendo anche la Coppa Italia, allora può darsi che si prenda una direzione diversa".
Sabatini ha poi continuato: "Conte è stato accontentato in tutto, secondo me De Laurentiis ha detto ‘mister, facciamo tutto quello che vuoi tu’, così sono arrivati i Lucca, i Lang, i Beukema. Anche a gennaio è stato accontentato, ma è un gioco che non può andare avanti all’infinito. Per il club è impegnativo accontentarlo, gli allenatori passano e restano le società con giocatori e contratti notevoli. All’Inter ricordo che Dimarco era reduce da un buon campionato in prestito. Tornò all’Inter, ma Conte non lo vedeva proprio. Lo mandarono di nuovo in giro e presero Young e Kolarov, due calciatori finiti all’epoca. Quelle operazioni costarono dei soldi importanti. La giocata Vergara è venuta bene a Conte. Però ricordo Caprile che guadagna la metà di Meret e Milinkovic-Savic. Ci sono un po’ di situazioni che, se va tutto bene, possono proseguire. Se poi c’è qualche perplessità allora è interesse comune salutarsi da buoni amici". Il giornalista ha poi commentato anche il rapporto non sbocciato tra Noa Lang e il tecnico azzurro, dichiarando: "Le parole di Lang a Conte? Avevamo intuito che la scintilla non fosse scoccata tra lui e Conte. Quando dice ‘meglio che stia zitto’ lo dice perché i contratti di De Laurentiis prevedono delle multe in caso di dichiarazioni. Per Lucca non ci saranno rimpianti, ma ci sarà solo la preoccupazione di non metterci tanti soldi. Su Lang credo possa diventare un rimpianto".
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