La sorella del Pibe de Oro al Corriere della Sera
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Ricordi d'infanzia, l'amore di un fratello e le battaglie dopo la sua scomparsa. Rita Mabel "Kitty" Maradona, una delle sorelle di Diego, si svela al Corriere della Sera. Tra aneddoti personali, gli ultimi giorni del Pibe de Oro e la difesa a spada tratta sulla gestione del marchio di famiglia. Ecco l'intervista.
"Diego aveva un presentimento sulla sua morte", le parole di Rita Maradona
Rita racconta dell’infanzia di Diego, cresciuto insieme alle sorelle in Villa Fiorito"Noi cinque aiutavamo nostra madre in casa e molte volte ci occupavamo di Diego. Papà lavorava tutto il giorno. Fu un periodo duro per i nostri genitori perché spesso non avevamo soldi ma eravamo molto felici e uniti e mamma e papà cercavano di non farci mancare nulla privandosi di tante cose. Papà lavorava dall’alba al tramonto in una fabbrica di fibre di cemento per tetti, faceva l’operaio. Per loro è sempre stato il figlio speciale. Mia madre gli perdonava quasi tutto e papà a volte non dormiva pur di accompagnarlo agli allenamenti. Gli era stato proibito giocare a pallone con le scarpe da ginnastica ma lui trasgrediva e lei s’infuriava“.
Sul sogno che aveva Diego
“Comprare una casa enorme a mamma e papà. Cosa che fece. E poi, a 23 anni, ne regalò anche una a ciascuna di noi. Nel senso che comprò le case e noi entrammo anche se formalizzò tutto solo nel 2019, l’anno prima di lasciarci. Forse ebbe un presentimento. All’ultimo Natale regalò a tutte un mazzo di fiori, l’atto di proprietà, il marchio e disse: “Così quando morirò potete stare tranquille”“.
Sulla debolezza di Maradona
“Quanto alla droga noi l’abbiamo scoperto il giorno in cui andarono a prenderlo gli agenti nel suo appartamento. Prima di allora non avevamo mai sospettato nulla del genere. Quanto alla malattia preferisco non pensarci“.
Sulla vita a Napoli di Diego
“Noi sorelle siamo state a Napoli quando lui giocava e lì è successo qualcosa di straordinario che neppure in Argentina avevamo vissuto. Non potevamo uscire di casa che la gente ci circondava. Un affetto indescrivibile. Non lo dimenticheremo mai. Siamo tornate dopo la morte, abbiamo girato per la città e ci siamo ritrovate in una meravigliosa follia. Ci riconoscevano, ci baciavano la mano. Felicità immensa e, senza dubbio, un amore che non finirà mai“.
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