Le parole dell'ex direttore di gara
Massimo Chiesa, ex arbitro, è intervenuto ai microfoni di TuttoMercatoWeb, dove si è espresso sull'episodio che ha deciso la sfida tra Genoa e Napoli, ovvero il calcio di rigore assegnato al 95' ai partenopei per fallo su Antonio Vergara. Ecco quanto, delle sue parole, è stato evidenziato dalla nostra redazione!
Rigore Vergara, l'ex arbitro Chiesa: "Contatto leggero, io non l'avrei dato"
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Di seguito le dichiarazioni di Massimo Chiesa ai microfoni di TuttoMercatoWeb: "Fallo da rigore su Vergara? Non mi ha convinto molto. Per una questione di dinamicità dell'azione, dei criteri di intervento del VAR. Massa se l'era perso, probabilmente sarebbe stato meglio così. Se ti chiamano al VAR con il calcio di adesso quello è un intervento punibile con il rigore. Non è stato propriamente uno step on foot, ma c'è contatto. A me non piace classificare fra rigori e rigorini, ma qualche perplessità mi è rimasta. È evidente però che se ti richiamano al VAR devi dare rigore, altrimenti è come se negassi l'evidenza di un contatto. Non mi è sembrato fra i più chiari e personalmente non l'avrei dato. Errore anche su Meret: era rigore, ma non da giallo il portiere".
Sulle responsabilità degli arbitri: "In queste dinamiche, dal punto di vista teorico, le responsabilità vanno all'arbitro. Dico "teorico" perché poi va detto che sono stati acuiti concetti che hanno portato a valutazioni mortificanti per il calcio. Mi riferisco a un caso come quello - ma ripeto: se ti chiamano al VAR devi dare rigore - ed a quanto meritevole fosse per essere richiamato dal VAR. Che è nato per rimediare ad errori clamorosamente sfuggiti all'arbitro. Non mi sembra che sia questo il caso. Ma aggiungerei una cosa: allo stesso modo per me non hanno questi requisiti i gol annullati per due centimetri di alluce o di ginocchio in fuorigioco. E mi fa strano vedere che tutti accettino la cosa, solo perché è una cosa matematica. Hanno cercato di velocizzare il calcio per favorire i gol e poi invalidano reti per due centimetri di fuorigioco?".
Sui calciatori: "Sono critico nei confronti dei calciatori. Sembra che ora non esista altra parte del corpo al di fuori della testa. Si mettono le mani lì per ogni contatto, creando problemi in termini di valutazione a chi dirige. Se tu prendi un colpo al costato e ti metti le mani in faccia, io sono costretto a fischiare. Si perde tempo e si innervosiscono gli animi".