Sulle responsabilità degli arbitri: "In queste dinamiche, dal punto di vista teorico, le responsabilità vanno all'arbitro. Dico "teorico" perché poi va detto che sono stati acuiti concetti che hanno portato a valutazioni mortificanti per il calcio. Mi riferisco a un caso come quello - ma ripeto: se ti chiamano al VAR devi dare rigore - ed a quanto meritevole fosse per essere richiamato dal VAR. Che è nato per rimediare ad errori clamorosamente sfuggiti all'arbitro. Non mi sembra che sia questo il caso. Ma aggiungerei una cosa: allo stesso modo per me non hanno questi requisiti i gol annullati per due centimetri di alluce o di ginocchio in fuorigioco. E mi fa strano vedere che tutti accettino la cosa, solo perché è una cosa matematica. Hanno cercato di velocizzare il calcio per favorire i gol e poi invalidano reti per due centimetri di fuorigioco?".
Sui calciatori: "Sono critico nei confronti dei calciatori. Sembra che ora non esista altra parte del corpo al di fuori della testa. Si mettono le mani lì per ogni contatto, creando problemi in termini di valutazione a chi dirige. Se tu prendi un colpo al costato e ti metti le mani in faccia, io sono costretto a fischiare. Si perde tempo e si innervosiscono gli animi".
Sul regolamento: "Io sono favorevole all'introduzione immediata del cartellino giallo se si è di fronte ad una accentuazione così evidente. Ieri abbiamo visto diversi casi di giocatori che per un normale contrasto sono rimasti tre minuti per terra. Poi si riprende il gioco e partono a correre come saette. Vanno ammoniti. Perché creano un problema, non sono leali. La lealtà è una cosa che non può mancare. Abbiamo dato un altro strumento alle persone sleali".
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