Pirlo: "Ho appreso di non essere più un candidato per la panchina dell'Italia"
Andrea Pirlo non sarà il nuovo commissario tecnico della Nazionale. L'ex centrocampista e i suoi legali avevano provato a fare chiarezza sulla vicenda relativa al rapporto con una piattaforma russa di scommesse sportive, ma le forti pressioni politiche hanno spinto il presidente della FIGC, Giovanni Malagò, a non dare il via libera all'operazione, bloccando di fatto la trattativa. La decisione, maturata nella giornata di domenica 26 luglio, potrebbe avere ripercussioni anche sugli equilibri federali. Il binomio Maldini-Leonardo, infatti, rischia di interrompersi ancor prima di iniziare: qualora la FIGC dovesse puntare su un commissario tecnico non in linea con il progetto condiviso, entrambi potrebbero rassegnare le dimissioni già nella giornata di lunedì 27 luglio. Pirlo, scosso dalla piega che ha preso la situazione, ha rilasciato alcune dichiarazioni sui suoi profili social. Le parole.
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Nazionale, il commento di Pirlo
"Ho appreso ieri sera di non essere più candidato alla panchina della nazionale italiana. Per rispetto nei confronti delle istituzioni, della Federazione e di tutte le persone coinvolte, ho scelto finora di mantenere il silenzio, ma dopo aver appreso ieri sera di non essere più il candidato alla panchina della Nazionale italiana, ritengo doveroso chiarire alcuni aspetti. Negli ultimi giorni ho assistito con grande amarezza al dibattito che si è sviluppato intorno al mio nome e alla possibilità di ricoprire il ruolo di Commissario Tecnico della Nazionale italiana. Nel corso della mia carriera, prima da calciatore e oggi da allenatore, ho sempre svolto la mia attività nel pieno rispetto delle leggi dei Paesi in cui ho lavorato e dei contratti che ho sottoscritto. La collaborazione professionale oggetto delle recenti polemiche nasce nell'ambito del mio percorso lavorativo negli Emirati Arabi Uniti ed è esclusivamente di natura commerciale e sportiva. Attribuire a tale collaborazione un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso e che non mi appartengono. Desidero ringraziare Maldini e Leonardo per la stima e la fiducia che mi hanno dimostrato. Conosco la loro competenza, la loro serietà e l'amore che hanno sempre dedicato al calcio italiano. Mi rammarica che una scelta di carattere sportivo sia stata rapidamente trascinata in un confronto pubblico che ha finito per attribuire alla mia persona significati e intenzioni che non mi appartengono. L'amore per l'Italia non dipende da un incarico. Fa parte della mia storia, della mia identità e continuerà ad accompagnarmi, sempre".© RIPRODUZIONE RISERVATA