Tra i flop della partita ha già citato Alessandro Buongiorno: quanto incidono, secondo lei, le richieste e gli allenamenti di Antonio Conte sul suo rendimento, considerando anche l’operazione di pubalgia subita ad agosto? “La pubalgia è una questione delicata: se non stai bene, non giochi. Il fatto che lui abbia giocato tante partite significa che era nelle condizioni di farlo, magari non al massimo. Però la sua è una stagione da dimenticare. Arrivava dal Torino con grandi aspettative, dopo una stagione importante, e non è riuscito a confermarsi. Non credo sia solo una questione legata a Conte. È un’annata negativa nel complesso, ma il valore del giocatore non si discute: io lo terrei e ripartirei da lui”.
Le chiedo anche: secondo lei Antonio Conte resterà sulla panchina del Napoli? “Le dico la mia sensazione: no. Non c’è nulla di ufficiale, ma il finale di stagione lascia intuire qualcosa. Le sue dichiarazioni, anche dopo le ultime partite, fanno pensare che non sia riuscito a trovare le soluzioni giuste. Io mi stupirei se restasse. Poi tutto può succedere, ma dopo un mercato da 200 milioni non credo che la società sia disposta a investire ancora così tanto per accontentarlo. Sono dinamiche tipiche con un allenatore come Conte: quando si arriva a questo punto, spesso si chiude un ciclo”.
In chiusura, mi deve un ultimo flop di Napoli-Lazio. “Le dico i quattro centrocampisti del Napoli nel loro insieme. Sulla carta erano fortissimi, ma non hanno mai funzionato davvero insieme. Tra infortuni e mancanza di continuità, non si è mai trovata la chiave giusta. Il Napoli, paradossalmente, è risalito anche senza di loro in campo. Questo significa che quel quartetto non era equilibrato. Qui non do tutta la colpa a Conte, perché ha avuto poco tempo per lavorarci, ma resta il fatto che non ha mai trovato la soluzione”.
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