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calcionapoli1926 interviste Piantanida: “Nel Napoli tutti malissimo! Futuro Conte? Non credo resterà in azzurro”

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Piantanida: “Nel Napoli tutti malissimo! Futuro Conte? Non credo resterà in azzurro”

conte napoli
Il giornalista si è espresso sulla sconfitta degli azzurri contro i biancocelesti
Francesco Iodice

A "1 Football Club", programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Franco Piantanida, giornalista Mediaset. Di seguito, un estratto dell'intervista.

"Buongiorno non si discute", le parole di Piantanida

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Chi è stato, secondo lei, il top dei top di questa giornata? “Il top dei top è un ragazzo di 30 anni che fa l’allenatore, Carlos Cuesta. Io voglio dare a lui questo premio, perché ha salvato il Parma senza proclami e senza rivoluzioni calcistiche, raggiungendo un obiettivo difficilissimo con una squadra da salvezza. Ha capito perfettamente i valori della sua squadra: se avesse giocato a viso aperto, probabilmente avrebbe perso molte partite. Anche contro il Napoli ha dimostrato di saper imbrigliare l’avversario. Lei lo sa, io apprezzo chi fa giocare bene le squadre, ma gli obiettivi vengono prima di tutto. A 30 anni, in Serie A, portare a casa una salvezza con questi mezzi è un’impresa che va valorizzata. Poi possiamo parlare di bel gioco e rivoluzioni, ma senza risultati si perde la bussola. Per me, quindi, grande merito a Cuesta".


Qual è invece il flop di questa giornata? “Il flop è Santiago Giménez. Credo che abbiamo visto gli ultimi minuti significativi della sua esperienza al Milan. Nonostante sia rientrato da tempo, non riesce a trovare continuità né a incidere. Anche nell’ultima partita, in una situazione in cui la squadra doveva gestire il vantaggio, ha fatto più danni lui in pochi minuti che altri in tutta la gara. È in difficoltà evidente, sembra non riuscire a trovare la chiave giusta”.

Venendo a Napoli-Lazio, quali sono i due top della partita? “È raro dirlo, ma in questa partita non c’è nessun top del Napoli. Credo che anche i tifosi siano d’accordo. I migliori arrivano dalla Lazio. Il primo è Mario Gila: un difensore pronto per una grande squadra, con margini di crescita enormi. Ha dimostrato solidità e qualità da campionato italiano di alto livello. Il secondo è Noslin, che ha fatto una partita di grande movimento e intelligenza, adattandosi anche a un ruolo non propriamente suo. Sembrava un centravanti completo, mettendo in difficoltà la difesa del Napoli per tutta la gara".

Tra i flop della partita ha già citato Alessandro Buongiorno: quanto incidono, secondo lei, le richieste e gli allenamenti di Antonio Conte sul suo rendimento, considerando anche l’operazione di pubalgia subita ad agosto? “La pubalgia è una questione delicata: se non stai bene, non giochi. Il fatto che lui abbia giocato tante partite significa che era nelle condizioni di farlo, magari non al massimo. Però la sua è una stagione da dimenticare. Arrivava dal Torino con grandi aspettative, dopo una stagione importante, e non è riuscito a confermarsi. Non credo sia solo una questione legata a Conte. È un’annata negativa nel complesso, ma il valore del giocatore non si discute: io lo terrei e ripartirei da lui”.

Le chiedo anche: secondo lei Antonio Conte resterà sulla panchina del Napoli? “Le dico la mia sensazione: no. Non c’è nulla di ufficiale, ma il finale di stagione lascia intuire qualcosa. Le sue dichiarazioni, anche dopo le ultime partite, fanno pensare che non sia riuscito a trovare le soluzioni giuste. Io mi stupirei se restasse. Poi tutto può succedere, ma dopo un mercato da 200 milioni non credo che la società sia disposta a investire ancora così tanto per accontentarlo. Sono dinamiche tipiche con un allenatore come Conte: quando si arriva a questo punto, spesso si chiude un ciclo”.

In chiusura, mi deve un ultimo flop di Napoli-Lazio. “Le dico i quattro centrocampisti del Napoli nel loro insieme. Sulla carta erano fortissimi, ma non hanno mai funzionato davvero insieme. Tra infortuni e mancanza di continuità, non si è mai trovata la chiave giusta. Il Napoli, paradossalmente, è risalito anche senza di loro in campo. Questo significa che quel quartetto non era equilibrato. Qui non do tutta la colpa a Conte, perché ha avuto poco tempo per lavorarci, ma resta il fatto che non ha mai trovato la soluzione”.