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calcionapoli1926 interviste Palmeri: “Il CT dell’Italia deve avere le spalle larghe. Conte è il mio prescelto”

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Palmeri: “Il CT dell’Italia deve avere le spalle larghe. Conte è il mio prescelto”

Luca Buonincontri
Nel suo editoriale odierno per TuttoMercatoWeb, il giornalista si è soffermato sul futuro della panchina della Nazionale Italiana

Nel suo editoriale odierno per TuttoMercatoWeb, il giornalista Tancredi Palmeri ha affrontato il tema relativo alla crisi della Nazionale Italiana. I ragazzi dell'oramai ex CT Gattuso sono reduci dalla terza mancata qualificazione di fila ai Mondiali. Di conseguenza, è partito il toto-nomi per il sostituto e in lizza c'è anche Conte. Di seguito quanto analizzato.

Sul momento del calcio Italiano

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Mi rendo conto che il futuro del calcio italiano si giochi nelle stanze del potere. Ma è una partita lunga, anche disgustosa, che si spera che più che un nome porti un progetto magari alla tedesca che faccia qualcosa di serio per il movimento. Ed è un discorso più diluito. Poi però c’è anche il presente se permettete, che si gioca sulla panchina. E non è secondario, non lo è mai, perché sbagli scelta e ti ritrovi fuori come con Ventura, e cominci ad accettare la catastrofe come possibile come con Mancini, e poi la montagna da scalare appare impossibile (ho detto appare) come con Spalletti-Gattuso.

Su cosa dovrà fare il successore di Gattuso

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Ecco, il prossimo ct dovrà gestire mentalmente il peso di 3 mancati Mondiali, ed è per questo che avrà bisogno di spalle larghissime. Perché dovrà trasmettere fiducia a un gruppo con l’autostima in macerie, come fece Conte nel 2014 o Mancini nel 2018, e dunque serve credibilità sia delle idee che del proprio status.

Su Antonio Conte

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Conte: personalmente il mio prescelto. Perfetto per una nazionale con l’elmetto. Magari un filo meno agguerrito rispetto a 10 anni fa, ma conosce la situazione. Ha sempre detto di non escludere il ritorno. Il problema è che De Laurentiis se lo tiene stretto, e se gli dovesse riuscire la rimonta scudetto non se ne andrà mai. Ma anche non ci riuscisse, AdL con lui sta bene, e insomma verrebbe via solo se a insistere fosse lui. Andrebbe bene a tante fazioni in Figc. Il problema però è che per avere Conte devi volerlo fortemente, convincerlo, come fece Tavecchio con la geniale operazione con lo sponsor, e invece qui non c’è nessuno con quella forza.