Su cosa dovrà fare il successore di Gattuso
—Ecco, il prossimo ct dovrà gestire mentalmente il peso di 3 mancati Mondiali, ed è per questo che avrà bisogno di spalle larghissime. Perché dovrà trasmettere fiducia a un gruppo con l’autostima in macerie, come fece Conte nel 2014 o Mancini nel 2018, e dunque serve credibilità sia delle idee che del proprio status.
Su Antonio Conte
—Conte: personalmente il mio prescelto. Perfetto per una nazionale con l’elmetto. Magari un filo meno agguerrito rispetto a 10 anni fa, ma conosce la situazione. Ha sempre detto di non escludere il ritorno. Il problema è che De Laurentiis se lo tiene stretto, e se gli dovesse riuscire la rimonta scudetto non se ne andrà mai. Ma anche non ci riuscisse, AdL con lui sta bene, e insomma verrebbe via solo se a insistere fosse lui. Andrebbe bene a tante fazioni in Figc. Il problema però è che per avere Conte devi volerlo fortemente, convincerlo, come fece Tavecchio con la geniale operazione con lo sponsor, e invece qui non c’è nessuno con quella forza.
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