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calcionapoli1926 interviste Scala: “Inaccettabile non andare ai Mondiali, il calcio in Italia è cambiato”

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Scala: “Inaccettabile non andare ai Mondiali, il calcio in Italia è cambiato”

Scala: “Inaccettabile non andare ai Mondiali, il calcio in Italia è cambiato” - immagine 1
L'ex allenatore racconta la sua delusione per la mancata qualificazione
Samuele Di Pinto

L'ex allenatore del Parma, Nevio Scala, ha rilasciato una lunga intervista a Radio Kiss Kiss Napoli in cui ha parlato del declino del calcio italiano nell'ultimo periodo e della mancata qualificazione dell'Italia al prossimi Mondiali. A seguire le sue parole:

Scala: "Non andare ai Mondiali per 3 volte di fila è inaccettabile. Il calcio italiano è cambiato"

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"Quello che stiamo vivendo nell'ultimo periodo, la nazionale che è assente da tre volte consecutive dai mondiali, credo sia una cosa veramente inaccettabile", ha dichiarato Nevio Scala, visibilmente deluso dalla prestazione della Nazionale. "Uno che ha vissuto nel mondo del calcio per tanti anni e che il calcio è stato una parte importante della mia vita, non può non essere deluso, amareggiato e soffrire di questa situazione, perché se penso che i miei nipotini non hanno visto l'Italia al mondiale", ha continuato.


L'ex allenatore ha riflettuto sui cambiamenti che il calcio ha subito in epoca moderna: "Il calcio di allora era un calcio vissuto in maniera diversa, oggi il Dio denaro ha affossato tutti i valori, ha affossato tantissime cose e quindi diciamo che ai miei tempi giocare a calcio e allenare era anche piacevole". Sui giocatori moderni invece ha detto: "I calciatori non sono molto diversi da quelli che erano una volta, però vengono gestiti in maniera diversa, vengono utilizzati in maniera diversa e forse anche il modo di allenare di adesso è diverso da quello in cui allenavamo noi".

Ha poi concluso paragonando il suo calcio con quello attuale: "Erano momenti diversi anche da un punto di vista proprio delle cose della società, della situazione in generale, economica, politica. Quindi è difficile poter paragonare quel calcio di allora al calcio di adesso".