Nessuno mi è stato vicino. A Milano ho solo un amico, gli altri sono spariti, anche quelli che per anni mi giravano attorno. Stavo male. Tutto è cominciato da una polmonite, sono stato due mesi senza allenarmi, a casa da solo. E senza poter vedere mio figlio. Sono andato da uno psicologo, mi è servito.
Oggi sono un uomo maturo e sono veramente felice. Sono stato forte. Dico grazie a me stesso, sono cresciuto tanto. Il primo gol alla Juve Stabia mi ha sbloccato. E' stato un segno del destino: per la prima volta avevo potuto dormire con mio figlio e due giorno dopo ho segnato. Dopo la separazione Leo stava con la mamma, il giudice aveva stabilito che per due anni non potevo vederlo, ma abbiamo trovato un accordo ed è stata la svolta. Non lo dimenticherò mai."
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