Vergara nome molto caldo anche in ottica Nazionale? "Su Vergara bisognerebbe tornare ad agosto: Conte aveva capito subito il suo potenziale e si era opposto alla cessione. È un giocatore interessante, non più giovanissimo, ma in Italia facciamo fatica a valorizzare i giovani. Seguo molto la Serie B e vedo tanti profili pronti per la Serie A. Il problema è culturale: investiamo troppo sugli stranieri e poco sui nostri ragazzi. Servirebbe coraggio, soprattutto da allenatori e dirigenti, che spesso sono schiavi del risultatismo".
Gioco o risultato? "Esistono più strade per arrivare al risultato. C’è chi domina il gioco col palleggio, come il Barcellona o il Napoli di Sarri e Spalletti, e chi punta sulla solidità e sugli errori avversari. Conte è a metà strada: vuole dominare, ma teme la sconfitta e finisce per rischiare meno. Questo porta a un gioco più verticale, più dispendioso, e forse anche a più infortuni. Il Napoli più bello, per me, è stato quello visto in Supercoppa, più leggero mentalmente. L’analisi va sempre fatta sul gioco, non solo sul risultato".
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