"Al Napoli è sempre piaciuto. Ma ormai si andava per il riscatto definitivo da parte della Fiorentina".
Capitolo Nazionale, continua a sognare la maglia azzurra?
"Certo che sì, è normale che tornare a vestire la maglia della Nazionale è il suo sogno. Sarebbe falso dire il contrario. Però oggi i regolamenti non lo permettono. Rispettiamo tutto e continuiamo a sperare che qualcosa possa cambiare. Lui deve tornare a essere il giocatore importante che è stato. Considerando che in quel periodo in cui è stato male era in preallarme per la Nazionale maggiore".
La cosa più emozionante che ti ha detto in questi mesi?
"Sono cose che vorrei restassero intime. Non dimenticherò mai l’abbraccio dopo Fiorentina-Roma, quando segnò e non esultò per rispetto. Fu un abbraccio che diceva: “Avevamo ragione noi”. E poi quest’ultimo episodio in tribuna (col Watford) quando mi ha portato la maglia: è stata la sua rinascita. Per me conta solo vederlo felice. Non è più un calciatore o un business: è famiglia. Per me viene l'uomo e ormai lo considero davvero una persona di famiglia, quindi per me conta solo quello"
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