Le parole dell'opinionista
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Massimo Mauro ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta dello Sport in cui ha parlato del Napoli di Allegri che forse sta ricevendo troppe critiche. A seguire le sue parole.
Mauro: "Il Napoli è una bella squadra, ma i cambi devono incidere. Contro l'Inter ha giocato bene"
Mauro, se tutto dipendesse dal risultato...«Saremmo superficiali e parziali. Il Napoli ha giocato a viso aperto, ha messo in difficoltà l’Inter, l’unica seconda me che per organico gli è superiore, ha costruito, anche subito com’è giusto che sia in gare del genere, ma esce con una consapevolezza che non può perdere: sarà protagonista...».
Lo sarà se...?
«Chi entra dalla panchina dà quello che ti aspetti, mentre a me invece qualcuno ha lasciato perplesso, e non penso certo a De Bruyne che in due occasioni ha creato, mettendo il piede nelle cose belle. Però Gilmour in quei dieci minuti deve offrire di più in personalità, non può lasciarsi assediare. E anche Neres, che ha avuto mezz’ora. L’impatto deve somigliare a quello di Genoa, anche se so bene che giocare contro l’Inter non è semplice e non è assolutamente la stessa cosa, con rispetto parlando».
Poi, quando si dice gli episodi...
«Primo tempo, chance per entrambe, i legni per l’Inter e però la girata di Anguissa parata da Martinez, la possibilità per Hojlund. Ripresa, quel finale con Neres che ha il pallone a undici metri; e sempre Anguissa che invece sta a metri zero. Senza dimenticare che Thuram pure aveva avuto l’opportunità, vero. Però è chiaro che per spostare un risultato e dunque l’umore ci vuole niente. Anche un pizzico di comprensione dell’arbitro su Lautaro Martinez, ad esempio. Perché l’argentino ha esagerato un po’ troppo».
La sconfitta con il Como aveva diffuso pessimismo su Napoli.
«Allegri può essere soddisfatto, anche se i punti restano pochini. Però ha avuto la forza di andare a sfidare l’avversaria sul suo stesso campo, senza tirarsi indietro, senza aspettarlo. E farlo a San Siro non è facile, perché i nerazzurri sono capaci di riuscire a far bene quel che serve. Stiamo parlando di un campo difficile e di uno squadrone. Sanno farsi rispettare, anche fisicamente come si è visto. Ma siamo nella natura delle cose».
C’è una spruzzata di ottimismo nella sua lettura.
«È impossibile non esserlo dopo una prestazione di così alto spessore. Ora che De Bruyne sarà al 100%, perché immagino sia solo per questo che cominci dalla panchina, cambierà la fisionomia intera. E si potrà anche supplire all’assenza di McTominay. Allegri uno come De Bruyne non lo lascerebbe mai fuori. E non lo farà. Ma gli altri, quelli che subentrano, devono dare di più, molto di più di ora. Se ci fate caso, la differenza di sabato sera sta tutta lì. L’unica fonte di preoccupazione può essere questa: una risposta non adeguata da chi deve invece concederti nel finale una marcia in più. Ormai si gioca in sedici, altrimenti si fa difficile».
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