Le parole dell'ex campione del mondo

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Napoli-Frosinone, Allegri pensa a Lucca titolare: le ultime di formazione - VIDEO

Fabio Cannavaro ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta dello Sport, durante la quale ha commentato la Serie A, dedicando parole importanti al Napoli e a Massimiliano Allegri. Di seguito, le sue dichiarazioni.

Cannavaro: "Il Napoli ripartirà, ha calciatori di livello e poi ha Allegri che è tra i migliori"

Cosa fa un ct quando la Nazionale fa sosta?

«Rivede il lavoro degli ultimi tempi e, come nel mio caso, è soddisfatto, anzi fiero, del suo Uzbekistan. Abbiamo intrapreso un percorso, siamo cambiati anagraficamente, abbassando l'età in modo netto, e ci siamo presi belle soddisfazioni. Si sono vinte partite con disinvoltura e pure nelle sconfitte, penso a quella con la Corea, siamo usciti dal campo felici di come c'eravamo stati».

Cannavaro Allegri Napoli

Cosa fa un Pallone d'Oro che è anche ct in queste settimane?

«Si dedica alla famiglia, a cui sottrae tempo. Prepara il programma con lo staff, segue i suoi calciatori e vede partite. La prossima, non si scappa, è Como-Roma, per tanti vari motivi».

Perché a Cannavaro piacciono entrambe...

«Giocano e divertono, sono diverse ma si daranno battaglia attraverso la ricerca dello spettacolo. Gasperini è straordinario, come la sua Roma: qualità alta, aggressività ovunque. Uomo contro uomo sempre, non fanno fiatare, non ti fanno neanche pensare, non ne hai il tempo. E il Como di Fabregas forse è il più moderno, nella sua anima. Ormai non può essere più considerato una sorpresa, hanno investito tanto e lo hanno fatto con capacità e lungimiranza. Sarà protagonista».

Nelle sue gerarchie come siamo messi?

«L'Inter sta davanti a tutte. È una corazzata. Quando Chivu fa i cambi dici: wow, ma questo può giocare titolare ovunque e invece si alza dalla panchina. Ha vinto e non è sazia. Ha riempito l'organico ulteriormente. Per me sta davanti».

Chi la insidierà?

«La Roma e il Como soprattutto, per la forza che hanno, tecnica ma anche mentale. E però siamo alla sesta di campionato, conviene ricordarlo. Non vorrei che si ignorasse questo particolare».

Mancano un po' di grandi all'appello.

«Il Napoli ha calciatori di livello assoluto e poi ha Allegri, un top pure come persona. L'ho incontrato recentemente ed è sempre carinissimo. Ha avuto problemi, ma se il destino smette di giocargli contro con tutti gli infortuni, lui sa dove mettere le mani e come mettercele. E poi aggiungeteci la Juve, che Spalletti restituirà ai suoi livelli. Luciano è un innovatore instancabile, ti dà sempre qualcosa in più. E me l'aspetto anche adesso. Ha bisogno del tempo necessario».

Chi l'ha sorpresa?

«La Lazio del mio amico Gattuso, che è bravo e lo sta dimostrando in una situazione difficile, perlomeno complicata. Ma i principi di gioco stanno emergendo e l'organizzazione ti colpisce».

Chi la incuriosisce?

«Il Milan, che mi sembra stia ancora in una via di mezzo. Però poi vedi Modric e Rabiot, per fare due nomi non a caso, e ti accorgi che siamo davanti al talento».

Qualcosa è cambiato, in campo...

«Le partite durano di più, si perde meno tempo, sembra si respiri un'aria nuova».

Il metodo Orsato piace anche a lei?

«Mi sembra che aiuti il calcio. Si stanno portando avanti i mutamenti del Mondiale, che hanno tracciato un solco. Evidentemente se ne sentiva la necessità».

Lei di Palloni d'Oro se ne intende: a chi lo darebbe?

«Ho memoria, non mi fermo agli avvenimenti più recenti. Nella Champions della passata stagione il personaggio più influente dal punto di vista calcistico è stato Kvaratskhelia e io, dovessi votare, non avrei dubbi. Poi ognuno può avere come riferimento il Mondiale, pensare a Mbappé, a Messi e alla sua carriera, ma Kvara ha fatto cose straordinarie».

Dall'espressione, sembra un ct felice.

«Mi sto divertendo un sacco, siamo contenti in Uzbekistan della strada intrapresa. Abbiamo vissuto il Mondiale con entusiasmo e come lezioni universitarie che ci sono servite. Ne siamo usciti migliori, al di là dei risultati. E io ho potuto vivere un mese indimenticabile, tra i più belli di sempre».

Eppure ne ha vissuti di trionfi...

«Il ruolo è diverso e quindi la prospettiva. Abbiamo fatto debuttare in Nazionale un minorenne, per la precisione un ragazzo che avrebbe compiuto 17 anni tre giorni dopo la partita. Come fai a non sentirti appagato? Certo, adesso ci aspetta la Coppa d'Asia, abbiamo un girone tosto, ma lo affrontiamo portandoci appresso quello che abbiamo imparato in questo periodo. E alla Federazione sta piacendo tutto quello che stiamo costruendo assieme».

Ha già stilato il calendario per guardarsi qualche partita dal vivo?

«Ho una certezza: il 24 ottobre sarò al Maradona per Napoli-Roma, non me la posso perdere».

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