Calcio Napoli Interviste Montefusco: "Ho un rimpianto relativo alla mia carriera. Allegri può fare bene"

Montefusco: "Ho un rimpianto relativo alla mia carriera. Allegri può fare bene"

Bruno Stampa
L'ex calciatore azzurro ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Napoli Centrale

A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio, è intervenuto Vincenzo Montefusco.

Montefusco: "Vi svelo qual è il ricordo più bello della festa dei 100 anni del Napoli"

"Emozionato alla festa dei cento anni? Sono state due belle manifestazioni per il centenario. Sia quella degli ultras, che quella organizzata dal Napoli. Noi ex calciatori del Napoli eravamo emozionati, ognuno di noi ha dato qualcosina. Se quel mio Napoli poteva vincere qualcosa in più? Il rammarico mio e di Antonio Iuliano era che ai tempi nostri si vinceva poco, era tutto più difficile, c'erano le potenze come Juve e Inter e Milan. Volevamo vincere qualcosa. Quando ci siamo stati vicino, succedevano cose strane che ci impediva di vincere. Come il gesto di Sivori a Milano, che puntandosi al petto, disse che lo Scudetto era stato rubato dall'Inter. Certo quell'Inter era molto forte, ma quel gesto fatto da un campione come Sivori voleva dire molto. Il ricordo più bello della festa dei 100 anni del Napoli? Io ero tra i più anziani, sono passati anni e epoche diverse di calciatori del Napoli. Io ho dato qualcosa al club e il club ha dato qualcosa a me. Il fatto di incontrare tutti questi campioni di oggi è la cosa più bella che c'è stata. Ringrazio il Napoli, c'era molto entusiasmo. Allegri giusto? Ha tutti i numeri per fare bene. Quando uno nella vita ha vinto, restano i risultati. E lui ha vinto. Il come non importa, è un uomo vincente. Io sono tifoso del Napoli e spero che possa vincere. La differenza con Conte è questa: Conte è uomo di poche parole, ma Allegri forse ha qualcosa in più a livello tecnico. Alla fine contano i risultati. Mancini può risollevare la Nazionale? Io in Nazionale non ci potevo andare, c'erano attaccanti forti come Riva o Bulgarelli. Per me essere chiamato in Nazionale era un premio. Facevo parte sempre dei 40 e poi dovevo uscire per forza nei tagli. Il lavoro giusto è quello dei selezionatori, ossia di chi cresce i ragazzi. Come ha fatto De La Fuente, che ha preso i giocatori dalle selezioni giovanili. Su Mancini dobbiamo parlare dopo i risultati, non sappiamo neanche come giocherà. Penso che Mancini ha giocatori forti. Ma sono i dirigenti che devono cambiare. Serve però una politica diversa, servono più calciatori italiani".