Sulle prestazioni offerte da Vanja Milinkovic-Savic:
“Sono state complessivamente buone: non ha preso tanti gol, quasi uno a gara, e per la Serie A è un risultato buono. Ha anche salvato tre rigori se non sbaglio. Non sono mancati i momenti di incertezza, ma il bilancio resta positivo".
Sull'evoluzione del ruolo del portiere:
“Già dai miei tempi è iniziato questo processo in cui un portiere è sempre incluso nel gioco e tocca il pallone tipo 20/30/40 volte in una gara. Milinkovic-Savic è esattamente quel tipo di profilo, ossia abile con i piedi. Gli allenatori di alto livello, ormai, cercano portieri che sappiano non solo parare, ma anche partecipare attivamente alla costruzione del gioco, con passaggi precisi e cambi di lato. Devi essere un mostro con i piedi, un talento, come un giocatore professionista".
Su chi il Napoli dovrà affidare le redini della propria porta tra Vanja Milinkovic-Savic e Alex Meret:
"L’esperienza di Allegri sarà determinante per valutare chi potrà essere il numero uno della squadra. Di sicuro lui valuterà e poi parlerà con i giocatori rimasti a Napoli, oltre che con i suoi collaboratori, per avere le idee chiare riguardo il suo numero uno. La decisione potrebbe dipendere anche dal tipo di gioco che 'Max' vorrà proporre e da quanto riterrà importante il coinvolgimento del portiere nella manovra. In un calcio sempre più moderno e dinamico, il ruolo dell’estremo difensore continua a evolversi, diventando sempre più centrale non solo in fase difensiva, ma anche nella costruzione delle azioni. Il Napoli, secondo me, dovrà quindi puntare su un portiere che sappia interpretare al meglio queste nuove esigenze, per continuare a competere ai massimi livelli sia in Italia che in Europa".
© RIPRODUZIONE RISERVATA



/www.calcionapoli1926.it/assets/uploads/202606/08aa3f4d11da6b88e725fca5f0cefc29.jpeg)