Sul calo della squadra:
"Domani è decisiva, ma perché siamo alla fine e ne mancano tre. Però spendere energia per andare a trovare spiegazioni non ha senso: le valutazioni andranno fatte su 15 giorni. Le nostre energie andranno conservate per le partite che mancano".
Sul clima difficile:
"A livello dirigenziale e con la società, al di là dei confronti dove ognuno dice giustamente la sua e non tutti possiamo essere d'accordo, tutti abbiamo l'obiettivo di arrivare in Champions. Domani abbiamo bisogno dei tifosi, perché domani tutti insieme dobbiamo cercare di raggiungere questo obiettivo che è difficile da raggiungere come avevo detto in tempi non sospetti. Ci siamo e bisogna concentrare tutte le energie su domani".
Sulle difficoltà:
"Non sono mai stato da solo. Quando abbiamo fatto incontri e riunioni c'è sempre stato un confronto: abbiamo cercato di far sì che la squadra potesse ottenere dei risultati e che potesse essere sostenibile. Sono stati cambiati tanti giocatori, non era semplice: anche calciatori che hanno fatto un po' meno arrivano da campionati stranieri. Credo sia stata creata una buona base: se si poteva fare meglio o peggio non lo so. Importante è che il Milan possa giocare in Champions il prossimo anno".
Sulla Nazionale:
"Fare il selezionatore è un problema che non mi sono posto. In questo momento per me la cosa più importante è il Milan, per queste tre partite e per il prossimo anno. Abbiamo lavorato 10 mesi con grande attenzione e dedizione. Ad altro non ho assolutamente pensato: il mio obiettivo è rimanere al Milan il più a lungo possibile".
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