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calcionapoli1926 interviste McTominay: “Adoro Conte, è straordinario. La vita a Napoli è surreale! Sullo Scudetto…”

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McTominay: “Adoro Conte, è straordinario. La vita a Napoli è surreale! Sullo Scudetto…”

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Il centrocampista del Napoli ha rilasciato un'intervista ai microfoni di CBS Sports
Luca Buonincontri

Scott McTominay, centrocampista del Napoli, ha rilasciato un'intervista a CBS Sports Golazo tornando sul suo addio al Manchester United e sui suoi primi diciotto mesi vissuti all'ombra del Vesuvio. Lo scozzese ha svelato i motivi per cui sarà sempre riconoscente al club inglese, oltre a ribadire ciò che bisogna fare per essere apprezzati nell'ambiente. Di seguito le dichiarazioni salienti del classe 1996.

Sul suo addio allo United

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"È troppo facile trovare come scusa il fatto che abbiamo lasciato il Manchester United e ora stanno andando bene. Nel mio ultimo anno ho segnato dieci gol, vinto un trofeo".


Sui problemi con Rashford

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"Con Marcus c'erano problemi diversi che potrebbero essere emersi. Marcus è un giocatore di alto livello ed è sempre stato un top player. È una delle leggende dello United, ha segnato così tanti gol e fatto grandi cose". 

Su cosa bisogna fare quando giochi al Manchester

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"Perché i riflettori sono puntati su di te non fanno altro che fare molto peggio secondo me. Ovvio che se quando i giocatori giocano di più c'è un incremento di fiducia e sentirsi meglio con sé stessi piuttosto che quando giocano pochi minuti al Manchester United. Quando sei allo United tu devi giocare molti minuti come Bruno Fernandes che ha fatto qualcosa di incredibile. È troppo facile dirlo".

Sul perché sarà sempre riconoscente al club inglese

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"Ci sono anche alcuni giocatori che sono andati via, che non ne parlano molto, è una cosa individuale. È troppo facile dare la colpa al Manchester United come società. Quando sono stato lì hanno fatto di tutto per me c'è uno zoo sull'individuo e c'è una scusa per pianificare di dare la colpa al Manchester United, al club, perché ogni volta che ero lì, mi hanno fatto di tutto e mi hanno aiutato con l'alimentazione, con l'allenamento, l'allenatore era lì per aiutarti a avere successo, non è che non ci diano la possibilità di parlare dei giocatori, quando acquisiscono fiducia. Se giochi ogni partita e poi giochi ancora e inizi a segnare e la gente parla di te ti senti meglio e hai più fiducia". 

Spazio anche all’Italia e alla lingua

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“Il mio italiano non è perfetto, ma ci provo. Riesco a dire qualche frase dopo le partite. Ho studiato 365 giorni su Duolingo, poi sono passato a un’altra applicazione. Preferisco studiare quando voglio. Con un giardiniere ho parlato 25 minuti solo in italiano, dopo lo Scudetto”.

Sugli ultimi 18 mesi vissuti a Napoli

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“Scudetto, miglior giocatore della Serie A, la Scozia di nuovo al Mondiale. È enorme, ma non mi sento arrivato. Anzi, ora sono ancora più esigente con me stesso. Difendere il successo è più difficile che ottenerlo, ma l’obiettivo è continuare a crescere".

La vita a Napoli

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“Surreale. L’amore dei tifosi è incredibile, ma la mia routine è semplice. Qui però si mangia meglio e il clima aiuta”.

Sul lavoro fisico e mentale McTominay è categorico

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“Sono ossessionato dal recupero. Bagni di ghiaccio, luce rossa, camera fredda. Voglio giocare altri dieci anni”.

Parole di grande stima per Antonio Conte

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“Lo adoro. È passione pura, tatticamente straordinario. Non ho bisogno di carezze, ma di qualcuno che mi spinga sempre”.