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Francesco Repice fa fatica a spiegare lo strapotere di Scott McTominay in Serie A: l'intervista completa ai microfoni di TMW.
Francesco Repice, giornalista, è intervenuto in data odierna sulle frequenze di TMW Radio, durante la trasmissione "Maracanà". Nel corso del collegamento, il noto radiocronista ha analizzato, mediante le seguenti dichiarazioni, la battaglia svoltasi ieri, domenica 11 gennaio, sotto i riflettori di San Siro, tra l'Inter di Cristian Chivu e il Napoli targato "Antonio Conte", valsa la 20ª giornata del campionato 2025/26 di Serie A e terminata in parità con il risultato di 2-2.
Come giudica il rosso a Conte? "Reazione un po' eccessiva, ma quando si è in mezzo al campo, certe cose possono sfuggire. Lui ha questo carattere, l'arbitro lo ha cacciato e la giustizia sportiva farà il resto. Non è un diplomatico, è così. Ci sono discussioni su questo rigore perché gli arbitri sono penalizzati da questo regolamento terrificante. Che il pestone ci sia non c'è dubbio, ma se chiedessi ai calciatori quanti ne hanno presi in carriera... Per il nuovo regolamento è rigore, ma è sbagliato. Se il pestone arriva dopo che il pallone è andato via, non è rigore. Per me decide o l'arbitro o la macchina: questo ibrido non convince per nulla".
Un commento su Inter-Napoli? "È stato un partitone! Mi impressiona Dimarco, che finalmente con quel collo pieno sull'altro angolo l'ha presa benissimo e ha fatto un bel gol. E poi McTominay... Fossi un tifoso del Napoli, ringrazierei ten Hag a vita! E anche per Hojlund".
È lotta a due per lo Scudetto? "Guardate Inter e Napoli le punte che hanno: è una questione di rose. La lotta è a due. La differenza la fanno sempre i calciatori e li si possono avere centravanti come Lautaro e Hojlund, che è cresciuto tanto. Non è facile fare sportellate con Akanji. Inter e Napoli sono più forti delle altre. Nel Napoli sono fuori Lukaku, De Bryuyne, Anguissa, Neres... Sono assenze pesanti. All'Inter l'unico pesante è Dumfries, che fa comunque la differenza".
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