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McTominay: “Scudetto speciale! Vogliamo rifarlo. Conte fa vedere il calcio sotto altra luce”

Alex Iozzi
Dai festeggiamenti di maggio 2025 al rapporto col tecnico salentino, passando per le personali ambizioni in vista del Mondiale: il centrocampista scozzese apre il cuore alla BBC

Scott McTominay, centrocampista del Napoli, si è concesso per un'intervista (in coppia col compagno Billy Gilmour) ai microfoni della BBC. Diverse le tematiche trattate: dalla vittoria dello Scudetto datata maggio 2025 al rapporto con i tifosi partenopei, fino ad arrivare ai sinceri elogi nei riguardi del proprio allenatore, Antonio Conte, e del connazionale.

"I festeggiamenti dello Scudetto furono incredibili, ma puntiamo a ripeterci. Bere il caffè la mattina mi rende felice! Conte? Grande allenatore", le parole di McTominay alla BBC

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Di seguito, le dichiarazioni rilasciate da McTominay alla BBC...

...sullo Scudetto vinto nel 2025:

"Abbiamo giocato solo una volta a settimana, quindi abbiamo avuto tempo per prepararci e, a dire il vero, non ci abbiamo pensato troppo finché non lo abbiamo vinto davvero. Nel calcio non puoi sempre farlo, perché tutto scorre così velocemente. Ormai è già passato un po’ di tempo, ma non è stato dimenticato ovviamente perché per i tifosi è qualcosa di incredibile. Noi, invece, ora abbiamo nuovi obiettivi. Di sicuro è stato un momento speciale che devi festeggiare nel modo giusto. Come squadra siamo stati tutti insieme per un paio di giorni dopo, con famiglia, amici e tifosi: è stata una celebrazione davvero speciale". 

Sui festeggiamenti:

"Il momento più bello? Tutto. È stato un periodo incredibile, ma vogliamo rifarlo. Sì, è un bellissimo ricordo a cui pensare quando la carriera sarà finita, però il calcio va veloce, quindi come diciamo sempre, vogliamo rivivere quei momenti. Ci siamo goduti tantissimo quel periodo. Ricordo benissimo i festeggiamenti (sorride, ndr)".

Sulla stagione in corso:

"A prescindere da come finirà, dobbiamo essere orgogliosi di ciò che abbiamo raggiunto; tuttavia non va considerato un punto di arrivo: dobbiamo sempre puntare a fare di più nel calcio perché, come diciamo spesso, tutto cambia velocemente tra alti e bassi continui. Bisogna concentrarsi su una partita alla volta". 


Sul premio di miglior giocatore della stagione:

"Io non ci penso davvero, sinceramente. Quando la stagione finisce, voglio solo continuare a migliorare nella mia carriera. Sicuramente ne sono orgoglioso, ma ad essere sincero non ci penso mai troppo. Nel calcio si va avanti velocemente. Quindi sì, sono estremamente orgoglioso e grato di essere in quella lista (migliori giocatori delle stagioni in Serie A, ndr), ma come dicevo, ho voglia di rifare tutto da capo. Voglio riuscirci di nuovo con i miei compagni, con Billy, con i nuovi giocatori che abbiamo e con questo club".

Sulla vittoria della Supercoppa: 

"Ci siamo messi nella condizione di poter vincere un altro trofeo, ed è una cosa fondamentale nel calcio. Come dicevo, Billy non c’era e nemmeno altri giocatori infortunati, ma non importa: è un gioco di squadra e tutti hanno contribuito ad arrivare fin lì. Non conta chi è in campo. Come ripete sempre l’allenatore, è un gioco di gruppo e per noi questa è la cosa più importante".

Su Antonio Conte:

"È ovviamente un grande allenatore. Penso che tutti conoscano bene le sue qualità e il suo stile come allenatore. Con me è stato incredibile, a dire il vero. Ci ha fatto vedere il calcio sotto una luce diversa e anche l’aspetto mentale del gioco in modo differente, che per me è fondamentale. Non ti rendi conto davvero dei benefici finché non porti il tuo corpo e la tua mente al limite e capisci di cosa sei realmente capace. Io sapevo già da ragazzo che mi piaceva spingermi oltre. Già nelle giovanili mi divertivo così, quindi non mi è estraneo dare tutto e arrivare al massimo. Ma questo è un altro livello. È simile a quello che mi è sempre piaciuto, però qui è lavoro e vita totalmente dedicato al calcio. È per questo che Conte ottiene grandi risultati. Quando ho avuto modo di passare un po’ di tempo con lui, ad esempio quando siamo andati a Milano, ho visto anche che è una brava persona: abbiamo avuto una bella conversazione.Ha anche un lato umano, fuori dal campo, ed è una cosa positiva. In campo è una persona seria, come la maggior parte degli allenatori. E penso che i risultati che abbiamo ottenuto riflettano proprio il modo in cui lui vuole che affrontiamo le partite".

Sui complimenti: 

“No, non è che non mi piacciano i complimenti. È solo che mi sembra davvero da presuntuosi parlare di me stesso. Non lo so, mi fa sentire così. Sono sempre stato così. È una cosa bellissima, ma mi sento un po’ in imbarazzo perché è una cosa così bella e sono estremamente grato che qualcuno dedichi del tempo a farlo. Però non so mai cosa dire, faccio fatica a parlarne. È proprio questo".

Sul Gilmour calciatore: 

"Quante partite hai giocato nella tua carriera e quante cose importanti hai già raggiunto così giovane! Non siamo qui per farci i complimenti a vicenda o cose del genere, ma il calcio va e viene così in fretta che devi pensare subito alla prossima cosa. Siamo uomini, vogliamo sempre il prossimo obiettivo, la prossima sfida... Io non voglio mai adagiarmi sugli allori".

Sulla grandissima attenzione all'igiene di Gilmour: 

"È estremamente attento all’igiene personale. È sempre curato. Si sistema sempre bene, si fa sempre una sistematina, si rade o si prepara. Ed è sempre tutto a posto, capisci cosa intendo? Non so se va dal barbiere, ma ha sempre un taglio di capelli fatto bene. Anche a casa sua è tutto pulito, le scarpe al loro posto... Tutto ordinato!".

Sulla passione condivisa per il caffè: 

"L’altro giorno siamo andati in tre o quattro caffetterie lì vicino. Ci rende felici la mattina quando arriviamo, vero? (rivolto a Gilmour, ndr)". 

Sul suo piatto tipico di Napoli preferito: 

"Il risotto al parmigiano. L’abbiamo fatto l’altro giorno a casa, ma ho messo un po’ troppo aglio e anche un po’ troppo sale. L’ho praticamente rovinato col sale, l’ho ucciso! Però ora sappiamo per la prossima volta: con il brodo e tutto il resto bisogna farlo bene. Il risotto richiede tempo e ormai l’abbiamo capito. Abbiamo provato la prima volta l’altro giorno ed era buono, gustoso, ma il sale l’ha rovinato. Io ero responsabile del brodo e tu (Billy, ndr) controllavi tutto quello che andava nel forno. Era buono, no? Sì, potremmo fare un  programma di cucina sulla BBC (ride, ndr). Non è facile però, perché la mia cucina non è granché. La tua è meglio della mia, direi. Non è semplice: i tempi, lavarsi le mani se mi sporco... Il calcio è più facile. Gli chef meritano davvero rispetto. Hanno pazienza, mentre io sono più tipo: “Andiamo! Facciamolo! Muoviamoci!”.

Sulla preparazione degli scarpini: 

"Ti dico una cosa che non sai: ho un piccolo trucco. Mi faccio da solo le solette, no? Ne avrò avute tipo 15 paia e ho sempre usato le stesse solette per tutta la stagione, e ormai quelle che uso in campionato sono completamente distrutte, consumatissime. Allora metto queste piccole cose ammortizzanti, perché ho un arco del piede molto alto. Quindi inserisco questi piccoli cuscinetti nelle scarpe, così i tacchetti non mi 'spingono' direttamente sulla fascia plantare. E funziona. È la stessa cosa nello spogliatoio: se ho un po’ di nastro che si sta staccando, lo fisso con il tape. Riparo un po’ tutto, come fosse la mia “opera d’arte. Sono un po’ fissato con queste cose. Non posso semplicemente usare solette normali, perché con il mio arco così alto il tacchetto finisce per darmi proprio la sensazione di attraversare la scarpa. Tuttavia questi nuovi scarpini che usiamo sono ottimi, perché hanno dei piccoli lacci. Questo dà un po’ più di flessibilità alla tomaia della scarpa. Quindi anche se metto un po’ di nastro e cose varie, lascia comunque respirare un po’ il piede. Sono davvero buoni.

Sulla gara di qualificazione al Mondiale con la Danimarca:

"Nella mia testa dicevo solo: "Posso segnare, posso segnare”, e anche l’idea di provare qualcosa di un po’ diverso. E ha funzionato".

Sul gol spettacolare in rovesciata e la dedica alla mamma:

"È una cosa che non dimenticherò mai in vita mia. Sono riuscito a vederla appena mia madre. Porto le lenti a contatto, quindi non ho una vista perfetta, e sono riuscito a intravederla soltanto. Però sì, è qualcosa che anche mia madre non dimenticherà mai nella sua vita ed è una cosa bellissima. Ma come diciamo sempre, il calcio va avanti: devi fare la prossima partita, la prossima competizione. Il gol in rovesciata più alto mai registrato? Non lo sapevo ma in allenamento l’ho già visto fare. Dopo sono tornato subito dalla Scozia e poi relax, recupero e trattamenti". 

Sui quattro gol segnati dalla Scozia quella sera:

"Sono tutti diversi, come dicevamo. Però sì, il gol di Kieran Tierney è quello vincente, quello che ci porta al Mondiale. Una cosa che non ripeti facilmente. Cioè, forse potrebbe rifarlo, ma ipoteticamente potrebbe anche non succedere mai più".

Sul Mondiale:

"L’ambizione è quella di uscire dal girone e poi vedere da lì come andare avanti. Quindi sì, dobbiamo cambiare la mentalità: non quella di pensare che magari non siamo tra le prime 10 o 15 squadre. Dobbiamo cambiare questa idea e credere che possiamo giocare contro chiunque e fare davvero bene. Per noi questo è il messaggio chiave in vista del Mondiale: allenarsi bene, prepararsi al meglio e assicurarsi di uscire dal girone a tutti i costi. E sento che siamo più che capaci di farlo, ed è qualcosa verso cui tutti stiamo lavorando: diventare una delle squadre scozzesi più vincenti della storia. E farlo con un gruppo di ragazzi con cui sei insieme da tanto tempo: alcuni come John e Andy sono lì da 10 anni, io e Billy da 7 anni. Quindi per noi è farlo tutti insieme. Abbiamo passato tanto tempo in campo insieme. Sarebbe probabilmente il momento più alto della nostra carriera".