Calcio Napoli Interviste McTominay e l'aritmia, l'esperto: "Non è come il caso Eriksen. Mi è stato chiesto un parere"

McTominay e l'aritmia, l'esperto: "Non è come il caso Eriksen. Mi è stato chiesto un parere"

Sara Ghezzi
Le parole del cardiologo

Daniele Andreini, tra i più autorevoli cardiologi a livello internazionale, specializzato in imaging cardiovascolare e cardiologia dello sport. Professore Ordinario all'Università degli Studi di Milano e Responsabile dell'Unità Operativa di Radiologia Cardiologica e Imaging Cardiovascolare presso il Centro Cardiologico Monzino ha parlato del problema di Scott McTominay di aritmia benigna. A seguire le sue parole.

McTominay e l'aritmia, l'esperto: "Non è come il caso Eriksen. Mi è stato chiesto un parere"

Professore, sulla base di quello che sappiamo come potrebbe essersi manifestata l'aritmia?"Non è un caso che ho gestito io, anche se mi avevano chiesto un parere informale perché conosco molto bene Max Allegri, quindi non so i dettagli specifici. Ovviamente mi riferisco al comunicato ufficiale che ha fatto il Napoli su un'aritmia atriale che necessita di ablazione. Da quello che noi apprendiamo dalle fonti ufficiali, l'aritmia atriale verosimilmente è una tachicardia atriale o sovraventricolare. Sono aritmie benigne, come hanno effettivamente e giustamente esplicitato nel comunicato: non sono aritmie che conducono all'arresto cardiaco. Nulla a che vedere con i casi mediatici che abbiamo avuto purtroppo negli ultimi anni, da Eriksen a Bove più recentemente. Quelle sono aritmie ventricolari che portano all'arresto cardiaco".

Questo tipo di problema può avere comunque conseguenze pericolose per il calciatore?"Qui si tratta, fortunatamente, di un problema benigno che però, anche nelle persone normali e in particolare negli sportivi professionisti, qualche problema lo può dare. Arrivando alla sua domanda, normalmente si manifestano come una sensazione improvvisa di battito cardiaco accelerato o irregolare: noi lo chiamiamo cardiopalmo o palpitazione. Fondamentalmente, una persona anche perfettamente a riposo sente improvvisamente il cuore che va all'impazzata o che corre a 150-200 battiti al minuto, oppure avverte l'irregolarità del battito, percependo dei colpi con una cadenza non regolare. Nei casi in cui la frequenza sia particolarmente veloce, sopra i 200 battiti al minuto, può addirittura portare in certe circostanze a uno svenimento, a una cosiddetta sincope, perché il cuore va talmente forte che si abbassa la pressione. Dunque può essere una situazione fastidiosa per un atleta".

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Cosa prevede in questi casi il protocollo cardiologico? "Anche il nostro regolamento italiano, il famoso COCIS, quello cardiologico sportivo che riscriviamo ogni sei-sette anni e la cui ultima edizione risale al 2023, prevede che in questo tipo di aritmie, se sintomatiche o molto veloci, si raccomandi l'intervento riportato nel comunicato: l'ablazione transcatetere, che consente dall'interno del cuore di andare a eradicare il problema. Si tratta di una procedura molto efficace: siamo in termini di riuscita nella maggior parte dei casi superiore al 95%, arrivando addirittura al 99%. Di fatto, la procedura è pressoché sempre risolutiva".

Il fatto che questo problema sia venuto fuori a campionato iniziato può significare che non sia stato riscontrato nei controlli di inizio stagione, ma dopo un malessere del calciatore? "Capisco il suo ragionamento. Lei dice: ‘Se dalla visita di idoneità fosse saltato fuori, l'avrebbe fatto un mese fa, così iniziava il campionato tranquillo'. Probabilmente lui ha avvertito le palpitazioni e ha fatto un Holter o un test da sforzo e la cosa è emersa. L'altra alternativa è che il Napoli faccia le idoneità adesso. Ogni società ha delle tempistiche diverse: normalmente le società che seguo in Serie A le fanno attorno a luglio, quando finisce il campionato. Se c'è di mezzo, ad esempio, un Mondiale, per i nazionali a volte le anticipiamo anche a maggio o giugno, comunque entro l'estate. Quindi probabilmente lui ha avvertito qualcosina e si è scoperta la cosa".

In cosa consiste l'intervento a cui si sottoporrà McTominay? "È una procedura standard, ma è comunque una procedura invasiva, seppur mini-invasiva, perché si passa dai vasi e non ci sono aperture chirurgiche. Le fa il cardiologo aritmologo, cioè lo specialista iperspecializzato sulle aritmie chiamato anche elettrofisiologo, perché si va ad agire sulla parte elettrica del cuore e non si va a dilatare un vaso come con l'angioplastica coronarica. Praticamente, tramite un catetere, una sonda che entra normalmente dall'inguine si risale fino al cuore e si fa il cosiddetto studio elettrofisiologico. Sostanzialmente si va a indurre l'aritmia (quella che dà i sintomi), la si identifica e la si studia molto bene analizzandone le caratteristiche elettriche dall'interno del cuore, quindi in modo molto più preciso rispetto all'elettrocardiogramma di superficie che facciamo tutti noi per la visita sportiva. Una volta identificate le caratteristiche, si va a eliminare la fonte del problema. Possono esserci varie situazioni, ma di fatto si vanno a erogare delle energie a radiofrequenza. Si va ad eradicare una piccolissima, microscopica porzione di cuore dove l'aritmia nasce".

Qual è l'iter per la ripresa dopo l'operazione?"La ripresa è davvero rapidissima: per precauzione, nel nostro centro (e nella maggior parte dei centri) teniamo ricoverato il soggetto un paio di giorni per il monitoraggio, dopodiché si può iniziare da subito a fare una vita normale. Sempre il COCIS prevede, a seconda dell'aritmia che è stata ablata, dalle due alle quattro settimane di stop e poi una serie di esami: ecocardiogramma, prova sotto sforzo e Holter che, una volta andati bene, concedono poi il return to play, cioè la ripresa dell'attività competitiva. Quindi, come è stato scritto, tendenzialmente credo che fra le tre e le quattro settimane, se fa subito la procedura, potrà tornare in campo".

Ci sono precauzioni o determinate pratiche da osservare per il giocatore? "No. Devo dire che, come le dicevo, fortunatamente sono procedure molto efficaci. Ovviamente i sanitari del Napoli avranno certamente fatto tutti gli esami necessari per escludere che il cuore abbia alterazioni di tipo strutturale, ma non ci sono strette correlazioni fra queste aritmie e le patologie del cuore più rilevanti. Quindi sicuramente sarà stato fatto tutto il necessario per escludere altre situazioni. In presenza di un cuore sano, questo tipo di aritmia ha una guarigione rapida e tendenzialmente definitiva".

In conclusione, questo tipo di problema è congenito o può essere figlio di situazioni specifiche?"Allora, ci sono diverse tipologie. Prevalentemente c'è una predisposizione congenita a livello del nodo e dell'apparato elettrico del cuore. Poi ci sono le condizioni predisponenti, ad esempio lo squilibrio elettrolitico, come il potassio molto basso. D'estate si suda tantissimo e, soprattutto negli sportivi, vanno reintegrati molto bene i sali minerali, perché ad esempio un'ipopotassiemia può indurre le aritmie. Uno stato infiammatorio o uno stato febbrile, idem. Quindi ci sono delle condizioni non cardiologiche, come un incremento di funzionalità della tiroide (l'ipertiroidismo), che possono slatentizzare questo tipo di problemi. Però ecco, non credo sia questo il caso, francamente no. Ovviamente non conosco i dettagli. Diciamo che nella popolazione normale il periodo estivo è abbastanza delicato per queste aritmie perché, ripeto, quest'anno con il caldo che c'è stato chissà quante persone hanno avuto queste aritmie indotte da una disidratazione o da uno squilibrio elettrolitico".

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