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calcionapoli1926 interviste Maresca: “Questo mestiere ti porta in una situazione ideale, anche in Italia”

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Maresca: “Questo mestiere ti porta in una situazione ideale, anche in Italia”

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Le parole dell'allenatore ex Chelsea
Riccardo Cioffi

Enzo Maresca, ex allenatore del Chelsea con cui ha vinto Conference e Mondiale per Club, oggi fermo e accostato al Napoli, ha parlato a Sky Sport del suo futuro, di Pep Guardiola, della crisi del calcio italiano e del lavoro svolto da Cesc Fabregas con il Como.

Maresca: "Sto bene in Inghilterra, ma vediamo cosa succederà"

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Ecco le parole: "Mi piacerebbe tornare in Italia o resto in Premier? Sono in Inghilterra da 7-8 anni, mi trovo benissimo, ma il lavoro dell'allenatore ti porta ad andare dove c'è una situazione ideale per te e questo può essere anche l'Italia. Per ora non so ancora cosa accadrà, vedremo dove andrò. A casa sto bene ma non per tanto tempo (ride, ndr)". Su Guardiola: "E' stata un'esperienza fondamentale, mi ha trasmesso il metodo, cioè come fare le cose che puoi immaginarle solo e con lui ho anche avuto la fortuna di vedere come lavorare a determinate cose. E poi risaltava la cultura del lavoro quando arrivava alle 7 del mattino fino alle 19 ed era l'ultimo a spegnere le luci in ufficio. Questo dimostra anche la passione che ha. Sta cambiando il calcio? La Champions lo dimostra, si sta andando in quella direzione, vedi Psg-Bayern, ma il Psg in generale lo sta dimostrando, anche quest'anno è in finale e c'è sempre un perché se hanno vinto già e sono ancora lì. Da loro possiamo imparare tanto. Crisi del calcio italiano? Quando c'è qualcosa che non va c'è sempre più di un motivo. C'è bisogno a livello culturale di cambiare qualcosa. Continuo a sentire che non ci sono talenti giovani ma non è vero, serve solo coraggio nel farli giocare. Il giovane poi sbaglia come un veterano. Io con i giovani mi sono trovato benissimo sia al Chelsea che in altre esperienze all'estero o al City U23. Ripeto, tutti sbagliano. E poi siamo orgogliosi, ci difendiamo sempre e non impariamo dagli altri. Siamo sempre convinti che le cose che facciamo noi sono le migliori, ma non è così. Bisognerebbe capire cosa fanno altrove, invece pensiamo sempre di essere i migliori. Invece noi possiamo imparare tanto anche dagli altri". Infine sul Como di Fabregas: "Dicono che il Como abbia speso tanti soldi, ma quante squadre spendono e comunque non ottengono risultati? Quanti allenatori allenano squadre dove si spende tanto e poi comunque non raggiungono i risultati? La società spende, sì, ma poi devi essere bravo tu allenatore a fare risultati. E Fabregas è stato bravo. E dunque è limitato dire che si vince solo perché si spendono soldi".