In tali articoli ho letto notizie inesatte e fuorvianti, tra cui laffermazione secondo cui avrei "chiesto il reintegro a Sportitalia", circostanza che non corrisponde al vero. E stata la controparte a chiedermi di tornare a Sportitalia, proposta che ho rifiutato per ovvie ragioni. In prima udienza, il giudice del Tribunale di Milano Julie Martini aveva proposto un ipotesi transattiva con un risarcimento pari a 40 mila euro. A seguito del rifiuto di entrambe le parti, il giudice si è ritirato a decisione. Nel corso del procedimento ho prodotto materiale video e documentazione cartacea atti a dimostrare la natura del rapporto di lavoro e le modalità del licenziamento, richiedendo inoltre l’audizione di diversi testimoni. Tali prove e le relative audizioni non sono state ammesse.
È fondamentale precisare che il Tribunale di Milano ha emesso una sentenza di primo grado, non un verdetto definitivo. L'ordinamento giuridico italiano prevede tre gradi di giudizio. Ero e sono consapevole di essere Davide contro Golia, anche immaginando le conseguenze di una sconfitta e di una campagna mediatica favorevole alla controparte, che dispone di mezzi e risorse a me non accessibili. Grazie per l'attenzione - Manuel Parlato"
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