Su Maradona e Messi
—"Per me Maradona è stato il numero 1, ma non possiamo di certo trattare Messi come una figurina. E credo che al Mondiale possa ancora dire la sua".
Sui successi personali da allenatore
—"Vincere non è mai semplice, neanche se alleni grandi squadre. Ogni vittoria è importante, anche se certamente quella dell'Europeo è straordinaria: la metto sopra le altre", ha detto Mancini parlando delle sue vittorie. Sempre sull'Europeo ha poi aggiunto: "Non abbiamo perso in quattro anni, con 37 vittorie e 7 pareggi: un record che è nella storia, abbiamo fatto meglio dell'Argentina di Maradona e del Brasile di Pelè. Giocavamo sempre per attaccare, era una squadra che voleva giocare e l'ha fatto".
Il ricordo di Eriksson
—"Tutti lo ricordavano con grande affetto, in tutta Europa. Era una persona incredibile, di una gentilezza e bontà impareggiabili. Era amato anche da quelli che non faceva giocare, e di solito non succede proprio così. Quando si arrabbiava aveva le gote un po' rosse, ma era sempre gentile con tutti".
Sugli allenatori di oggi
—"Chi vince è il migliore, e quasi sempre è quello che gioca meglio. Mi sembra che il PSG, giocando come sta facendo, sia la migliore squadra degli ultimi anni. E Luis Enrique è sicuramente un allenatore strardinario".
Su Chivu
—"Lo conosco, ed è un ragazzo molto educato che conosce il calcio benissimo. All'Inter è stato bravissimo, dal momento che è riuscito a vincere un campionato così. Mi aspettavo potesse far bene, dal momento che già a Parma, da subentrato, riuscì a portare la squadra alla salvezza".
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