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calcionapoli1926 interviste Lazio, Gattuso: “Ho convinto io Fabiani e Lotito a cedere Gila. Ho buone sensazioni”

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Lazio, Gattuso: “Ho convinto io Fabiani e Lotito a cedere Gila. Ho buone sensazioni”

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Il mister biancoceleste si è presentato a tutto l'ambiente
Francesco Iodice

Gennaro Gattuso, nuovo tecnico della Lazio, si è presentato quest'oggi in conferenza stampa all'ambiente biancoceleste. Ecco un estratto di quanto dichiarato dall'ex ct della Nazionale.

"C'è una differenza tra questa Lazio e il mio Napoli", le parole di Gattuso

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"Sono orgoglioso, ho buonissime sensazioni. Tanta gente che lavora qui, ho parlato con loro fin da subito e devo dire che le sensazioni sono buone. Dobbiamo continuare su questa strada, sapevo prima delle difficoltà che ci sono. Quando mi hanno chiamato il direttore e il presidente mi hanno spiegato la situazione, c'è da mettere l'elmetto. So tutto, sicuramente stara a me e al mio staff lavorare. C'è da fare tantissimo, poi le altre problematiche non ci posso fare nulla. Il mio obiettivo è solo mettere una squadra in campo che sudi la maglia e rispetti la storia di questa squadra. Sono orgoglioso di poter lavorare in un club come la Lazio".


Cosa vuole la società da lei? Ha capito quali motivazioni hanno spinto gli allenatori a dimettersi? "Quando le cose non vanno bene io mi dimetto, l'ho fatto in passato. Magari qualcuno voleva delle tipologie di giocatori, voleva elementi diversi in rosa. Ognuno ha le sue pretese, non so quali possano essere le problematiche. La società mi ha spiegato che c'era il mercato bloccato, che determinati giocatori potevano partire ma sono stato fortunato perché altri pensavo potessero partire. Temevo un fuggi fuggi generale invece mi hanno dato disponibilità. Io voglio lavorare come piace a me, il resto accetto tutto. Mi piace lavorare in un certo modo e fino ad oggi va bene, abbiamo cambiato qualcosa nella parte organizzativa. Lunedì si comincia e sta a noi, io non verrò qua a dire che Lotito o Fabiani sono bugiardi. Mi hanno detto tutto quello che dovevano dire".

Ha vissuto un'esperienza in un Napoli che viaggiava sulla stessa lunghezza d'onda della Lazio, come si spiega le differenze odierne? "Penso che andando indietro di 2-3 anni, se non sbaglio tre anni fa la Lazio ha comprato per oltre 100 milioni. Capisci che sono discorsi che non mi piacciono, poi devi vedere entrate e fatturati. Giocare la Champions League è come fare jackpot, se non giochi la Champions l'anno dopo ti accappotti perché è una competizione che porta tantissimi soldi anche a livello di sponsor. Sarri va in Champions League tre anni fa, quando poi ti ritrovi fuori l'anno dopo a livello di bilancio è un disastro. Penso che questa sia la differenza".

Cosa l'ha spinta a tornare in A dopo l'avventura in nazionale? "Sono sempre stato io a voler fare un percorso diverso, penso che quando si va all'estero si migliora. Abbini la tua cultura del lavoro e la tua mentalità con altro, noi italiani pensiamo sempre di essere i migliori ma il calcio cambia a una velocità incredibile. Volevo prendere un pezzettino da una parte e uno dall'altra, quest'anno è arrivata la chiamata del presidente e del direttore, mi hanno convinto e son tornato. La direzione era un'altra, ma sono contento della scelta. Sulla nazionale io posso solo ringraziare i ragazzi che ho allenato l'anno scorso, i giocatori hanno dato tutto. Da giocatore ho avuto culo, da allenatore ho preso delle mazzate sui denti, ma sto lavorando per ottenere i risultati. La ferita rimarrà per sempre perché la delusione è stata enorme, ma devo ringraziare tutti perché mi hanno dato il massimo. Rimani in dieci ed esci ai rigori, il calcio è così, nessuno si ricorda quanto di buono avevamo costruito. Il calcio però lo conosco e si va avanti, ma la mentalità e la voglia di non mollare mai non è cambiata. Ho ancora più veleno e rabbia".

Sul tema Mario Gila: "Se fosse stato per Fabiani e Lotito il giocatore sarebbe stato qua. Sono stato io a convincerli, chi non vuole stare qua. Non deve stare qua. Chi vuole rimanere deve farlo con la testa. Ho parlato con Mario ed è stato onesto, mi ha raccontato i soldi che gli offrivano. Ho giocato a calcio per una vita, lo capisco. Ho discusso con lui, deve andare via. Non deve rimanere, perché è un ragazzo che ha dato tutto e non si può discutere per professionalità. Non poteva più rimanere, i parametri finanziari e il contratto... era arrivato il suo momento. Chapeau al direttore che ha fatto una giocata da fantasista, ma è giusto che sia andato via".