L’impatto di Alisson Santos è stato devastante, quali possono essere i suoi margini di miglioramento?
“Nella gara contro il Como non aveva particolarmente inciso, ma è sempre opportuno concedere tempo a un calciatore che arriva in un nuovo contesto: deve assimilare i principi di gioco, adattarsi ai compagni e prendere confidenza con un campionato diverso prima di essere giudicato in maniera definitiva. Contro la Roma, però, la sua prestazione è stata di livello assoluto. Il brasiliano ha avuto un impatto determinante, modificando l’inerzia della partita con strappi, qualità tecnica e personalità. Ha confermato quelle caratteristiche che gli venivano riconosciute già ai tempi dello Sporting: la capacità di essere decisivo nell’uno contro uno e di incidere nei momenti chiave. Dal punto di vista tattico è stata significativa la scelta di collocarlo nella zona di competenza di Mancini, già ammonito. Ha attaccato con continuità quel lato del campo, costringendo l’avversario a giocare sul filo del rischio e creando superiorità numerica. È stata una lettura strategica che ha prodotto vantaggi concreti. Il gol è la sintesi della sua prova: esecuzione rapida, precisione e forza nella conclusione, una giocata da calciatore di alto profilo che non ha lasciato possibilità di intervento a Svilar. In prospettiva, può rappresentare una risorsa importante per questo finale di stagione. I margini di crescita sono evidenti, ma il passo successivo sarà dimostrare continuità e capacità di incidere anche dal primo minuto, non soltanto a gara in corso”.
Che partita sarà tra Atalanta e Napoli?
“È un’Atalanta che è tornata a esprimere un calcio di alto livello, e gran parte del merito va a Palladino, che sta dimostrando di essere uno dei tecnici più interessanti della nuova generazione. In poco tempo è riuscito a restituire identità, organizzazione e convinzione a una squadra che, dopo l’addio di Gasperini, sembrava aver smarrito certezze e riferimenti. La svolta è arrivata dopo la sconfitta contro l’Inter, maturata anche per qualche ingenuità di troppo. Da quel momento sono arrivati sei successi e due pareggi, con appena due reti subite: numeri che certificano solidità, equilibrio e una crescita evidente sotto il profilo mentale. Questo rendimento ha rimesso l’Atalanta pienamente in corsa per un posto in Champions League e la sfida contro il Napoli rappresenta un’occasione concreta per riaprire un discorso che, prima dell’arrivo di Palladino, sembrava quasi compromesso. Prima del confronto con gli azzurri, però, i bergamaschi saranno attesi dall’impegno europeo contro il Borussia Dortmund. Un sorteggio non semplice per una squadra che aveva disputato un’ottima prima fase di Champions e che si troverà di fronte un avversario reduce da sei vittorie consecutive in campionato. Sarà una sfida ad alta intensità, con un dispendio energetico importante. Inoltre, l’Atalanta dovrà fare a meno di Raspadori e De Ketelaere, assenze che peseranno sia nell’impegno europeo sia nella successiva gara di campionato contro il Napoli. Dettagli non secondari in un momento della stagione in cui ogni energia e ogni rotazione diventano determinanti”.
Come giudica quanto accaduto nella sfida tra Juventus e Inter?
“È difficile esprimere un giudizio completo su una partita condizionata da un episodio arbitrale così determinante. L’espulsione di Kalulu nel primo tempo è stata provocata da una simulazione che ha tratto in inganno l’arbitro, portando a un’ingiusta espulsione per il calciatore della Juventus. Purtroppo, l’arbitro non ha avuto i mezzi a disposizione per rettificare il suo errore, evidenziando ancora una volta un problema regolamentare. Il protocollo VAR non consente interventi su una seconda ammonizione, anche quando l’errore è evidente, creando una contraddizione del sistema: per un rigore dubbio si procede a lunghe revisioni, mentre in un caso che porta a un’espulsione decisiva non è possibile correggere l’errore. È un tema che il calcio deve affrontare. Detto questo, la Juventus ha disputato una partita di grande spessore. Fino a quel momento aveva interpretato la gara con intensità, organizzazione e personalità, tenendo testa all’Inter sin dal primo minuto. Senza quell’episodio, probabilmente avremmo assistito a una sfida spettacolare ed equilibrata. Anche in inferiorità numerica i bianconeri hanno continuato a giocare con coraggio, creando occasioni e trovando il pareggio con Locatelli. Per quanto visto in campo, un pareggio sarebbe stato il risultato più giusto. Nel finale, l’Inter ha trovato l’episodio decisivo che le ha permesso di vincere la partita, ma resta la sensazione che la Juventus, nonostante l’uomo in meno, avrebbe meritato almeno un punto”.
Si aspetta una pronta reazione da parte della Juventus in Champions contro il Galatasaray?
“È un avversario ostico il Galatasaray, soprattutto perché affrontarlo in casa loro non è mai semplice. L’ambiente è caldo, la pressione è costante e la qualità della rosa è di alto livello. Davanti possono contare su una coppia come Osimhen e Icardi, attaccanti di grande spessore internazionale, capaci di colpire in qualsiasi momento. A dare equilibrio e gestione c’è l’esperienza e l’intelligenza tattica di Gündogan, mentre nel mercato invernale sono arrivati rinforzi importanti come Boey e Lang. La Juventus arriva a questa sfida dopo la prestazione di San Siro, che può aver dato quella carica emotiva e quella spinta necessaria: nonostante la sconfitta, la squadra ha giocato alla pari con l’Inter, mostrando determinazione e qualità. Questo può rappresentare un ulteriore stimolo per affrontare una gara complicata come quella contro il Galatasaray”.
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