Sulle dichiarazioni del mister su secondo, terzo e quarto posto
—"Conte è fatto così: lui vuole solo arrivare primo. È un messaggio mentale alla squadra. Poi il calcio ha mille variabili, infortuni, episodi, momenti, ma la sua mentalità non cambia mai: o vinci o sei dietro".
Sull'ipotesi Conte in Nazionale
—"Io non lo vedo lì. Conte è un allenatore da campo tutti i giorni, da lavoro quotidiano, da contatto costante con i giocatori. In Nazionale serve più un selezionatore, lui invece è uno che costruisce la squadra giorno per giorno".
Sulle situazioni di Lucca e Lang
—"È il calcio moderno. Se un giocatore non gioca diventa difficile poi trovargli una sistemazione. Forse certe operazioni andavano valutate meglio all’inizio, ma è sempre facile dirlo dopo. Il problema è trovare il contesto giusto per valorizzarli".
Sullo stato di forma di De Bruyne e Anguissa
—"Conte li vede tutti i giorni. Noi vediamo la partita, lui vede il lavoro quotidiano. Se non gioca qualcuno è perché durante la settimana non gli dà le garanzie che cerca. Le valutazioni interne sono molto diverse da quelle esterne".
Sul futuro di Conte
—"Per me resta un allenatore che garantisce sempre risultati. Poi sarà la società a decidere se continuare con lui o aprire un nuovo ciclo".
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