Le parole del direttore tecnico della Nazionale
"Pensavo di tornare a casa, ma poi ho incontrato Lucca", in trasferta con CN1926 - VIDEO
Claudio Ranieri, direttore tecnico dell'Italia, ha parlato all'evento organizzato dalla FIGC “Il calcio torna in piazza”. L'ex tecnico della Roma ha commentato il periodo che sta attraversando la Federazione e dell'emozione del debutto di questa sera. A seguire le sue parole.
Italia, Ranieri: "L'incertezza in FIGC non mi pesa. Il mio unico pensiero è il campo"
Le pesa l'incertezza in FIGC?"No, non mi pesa nella programmazione, noi andiamo avanti. Io sono un uomo di campo e penso a fare bene in campo, gli altri facessero quello che reputano giusto".
Il suo progetto è quello di riportare i bambini in strada e che le scuole calcio abbiano un prezzo più accessibile?
"Sì, dovrò parlare in Senato dove sono stato invitato per parlare di questi fatti. I bambini vanno aiutati, dobbiamo cercare di aiutarli soprattutto nella fascia dai 5 ai 12-13 anni. Dobbiamo migliorare istruttori, docenti e cercare di dargli più soldi. Ci sono allenatori che prendono veramente pochissimo, in una fascia d'età che è troppo importante. Anni fa Boskov disse che nell'allora Jugoslavia gli allenatori che lavoravano con i giovani erano quelli più pagati. Un'altra difficoltà è che questi ragazzi quando arrivano a 18-19 anni devono sbocciare. Per fortuna ci sono molti giovani che poi vengono presi da squadre estere".
Emozionato più di Mancini?
"Non sono emozionato perché in pratica sono in disparte, Mancini è emozionato, ci tiene a fare bene e ad iniziare bene, è importante iniziare bene per tutto il settore".
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