Il centrocampista azzurro alla vigilia della Turchia: dal nuovo ciclo con Mancini alla panchina contro la Francia e il peso delle delusioni

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Nicolò Barella, centrocampista della Nazionale italiana, è intervenuto ai microfoni di Sky Sport alla vigilia della sfida di Nations League contro la Turchia, in programma al Renato Dall'Ara di Bologna alle ore 20.45. L'azzurro ha tracciato un primo bilancio del raduno e parlato dell'Italia che sta prendendo forma: "Un raduno lungo, faticoso, sono tante partite. Ma dobbiamo onorare questi impegni e cerchiamo di farci trovare al meglio. L'Italia che sta nascendo? Con la Francia lo ha dimostrato, ma anche in Turchia, nonostante fosse più di rodaggio. Un'Italia di personalità, che vuole ritrovarsi. Questo è importante: bisogna ripartire con entusiasmo".

Barella

Barella sul nuovo ciclo con Mancini

Il centrocampista ha poi raccontato il lavoro svolto con Roberto Mancini e la necessità di lasciarsi alle spalle le difficoltà vissute negli ultimi anni: "Sicuramente è sempre lo stesso mister, gli piace tanto lavorare con alcuni giocatori. Portare entusiasmo, liberare la testa da tutte le difficoltà che abbiamo affrontato questi anni. Deve partire tutto da noi, dalla nostra testa e dalla voglia di riprenderci ciò che vogliamo. Di ritrovarci". Barella è tornato anche sulle delusioni vissute con la maglia azzurra, spiegando il peso della mancata qualificazione al Mondiale: "Quando inizi la carriera in nazionale e vinci un Europeo ma non centri la qualificazione Mondiale due volte ti senti responsabile di quello che succede. Le critiche sai che arrivano, devi trovare forza e prenderti le responsabilità".

Poi il ricordo dei momenti più complicati: "Quella notte a Zenica è stata difficile, i mesi dopo a venire e vedere i Mondiali da casa non è stato facile. Ma nella vita e nel calcio bisogna andare avanti, affrontare le cose difficili a testa alta. Ora proveremo a fare meglio per tornare dove meritiamo".

Barella sulla panchina: "L'Italia non è Barella"

Infine, il centrocampista ha commentato la scelta di Mancini di lasciarlo inizialmente in panchina contro la Francia, ribadendo la propria disponibilità nei confronti della squadra: "Negli ultimi anni sicuramente ho sempre giocato, sì. Non è tennis però, il calcio è uno sport di squadra. L'Italia non è Barella, ci sono altri ragazzi. Io mi metto a disposizione per 20-30 minuti o quello che sono. Le scelte le fa il mister".

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