Calcio Napoli Interviste Italia, Malagò: "Possiamo fare qualcosa di importante. Pirlo? Ho preso la decisione giusta"

Italia, Malagò: "Possiamo fare qualcosa di importante. Pirlo? Ho preso la decisione giusta"

Bruno Stampa
Il presidente della FIGC ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport

Giovanni Malagò, presidente della FIGC, ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport.

Malagò: "Diana Bianchedi capodelegazione azzurra. Con Mancini non siamo amici. Pirlo? Non ho dormito la notte"

"Bianchedi? Una scelta che risponde a un’esigenza o, meglio, richiesta degli appassionati, della gente, degli italiani: il calcio non deve essere più percepito come una realtà a parte, Diana (Bianchedi, ndr) gode di prestigio e credibilità internazionale, bicampionessa olimpica, un curriculum fatto di studi e specializzazioni, laurea in medicina, master sportivi e manageriali, ruolo apicale in Milano Cortina e vicepresidente vicaria del Coni. Rivoluzione? Rivoluzione culturale, direi. Essere vicepresidente vicaria del Coni e, allo stesso tempo, il volto istituzionale dell’Italia del pallone che viaggia è come rimettere il calcio al centro di un dialogo con lo sport a 360 gradi. Sento energia e positività. Sento che ci sono le premesse per fare qualcosa di importante. Maldini? Lo incontrerò dopo le vacanze. La decisione, sua e di Leonardo, di fare un passo indietro rientra in quella che io chiamo linearità di comportamento, è andata così. Pirlo? Era tutto fatto, credetemi. Tutto pronto per l’annuncio, poi la storia della collaborazione di Andrea (Pirlo, ndr) con un sito di scommesse russo. Cosa avrei dovuto fare? Non ci ho dormito, ma, alla fine, sono convinto di aver preso la decisione più opportuna. Guardiola? Provare a portare Pep sulla panchina azzurra rispondeva a una precisa filosofia calcistica di Paolo e Leo: proprio voi, sulla Gazzetta, siete usciti, in tempi non sospetti, con i rumor sulla possibilità che Guardiola accettasse il ruolo da ct. Siamo nel 2026, se cominciano a girare foto di Maldini e Leonardo a Barcellona, il dado è tratto, nascondere l’evidenza diventa impossibile. Mancini? Il ct giusto e condiviso con Claudio (Ranieri, ndr). Giusto perché Mancini conosce l’ambiente, conosce gran parte dei ragazzi azzurri, sa dove girarsi per valorizzare il talento giovane. A proposito dei giocatori, in molti, in quelle ore, mi hanno scritto per dirmi che sarebbe stato il ct migliore, non c’è solo il messaggio di Donnarumma di cui vi ho già parlato. La nostra amicizia? Ci conosciamo, da tempo. Abbiamo giocato un paio di partite tra 'vecchietti' al circolo, ma non ci siamo mai frequentati. Si tratta di una narrazione che va così, ma che non ha senso tirare fuori per spiegare una scelta, la più logica in questo momento. L’ho chiamato solo dopo che era finita la partita con Pirlo. 'Sì, me la sento', la sua risposta, e se la sentiva anche di rispondere alle domande sulla rottura del rapporto con la federazione per andare in Arabia. Una cosa fatemela dire: ha firmato il contratto in meno di due minuti, quasi senza leggerlo. La mia scelta? Si deve leggere come ho detto: Mancini è il ct giusto. Ma fatemi ringraziare Conte, per le parole che ha sempre detto, per l’atteggiamento di chi vuole il bene della Nazionale: noi non lo abbiamo mai contattato. Sistema? Non dobbiamo dimenticarci che questa nuova governance è partita a metà legislatura e in un mese, quello di fine giugno, troppo a ridosso dell’inizio della stagione: prassi vuole che si vada al voto tra gennaio e febbraio. Euro 2032? Non sono preoccupato, ma sono uno di quelli che non vuole perdere nemmeno un secondo, che vuole stare sempre sul pezzo. Non lo perderemo grazie alla collaborazione di tutti i soggetti in campo. Oltre Torino? Non spetta a me dirlo, ma agli uffici tecnici. Certo potrebbe accadere di avere dentro la lista le cinque grandi città italiane, Torino, Milano, Roma, Firenze e Napoli. Infantino? Noi siamo l’Italia e l’Italia è legata in modo indissolubile con l’Uefa. Sento un’aria positiva, un’energia nuova. Sono ottimista. Palla al campo, non solo da gioco".