Lo scudetto chiude la ferita dell’anno scorso?“Io penso di sì. Le sconfitte sono sempre parte di una carriera, di un periodo, ti lasciano qualcosa. Penso che quest’anno siamo cresciuti sotto tanti aspetti, come squadra, con la guida di un mister che ci ha aiutato tanto”.
Come avete superato i dissapori della scorsa estate?“Perché siamo uomini, dentro uno spogliatoio da tanto tempo. Siamo persone adulte, possiamo anche parlare: io sentivo quelle cose che ho detto, ma oggi sono il passato. Oggi ho un rapporto con Hakan (Calhanoglu, ndr) e con tutti i giocatori della squadra, dirò sempre che il gruppo è la cosa più importante di tutte”.
Cosa significherebbe vincere il double?“Significherebbe tanto, qui manca da tempo e anche la Coppa manca da due anni. È un modo di finire la stagione nella maniera che abbiamo sognato: con difficoltà, ma da cui siamo usciti. Oggi abbiamo un trofeo in mano e cercheremo di prendere il secondo, in una partita difficile ma che cercheremo di portare a casa”.
L’Inter sarà il tuo unico club europeo?“Io oggi qua sono molto felice, per tutto quello che ho creato in questo club con tanto sacrificio e tanto lavoro, insieme alla mia famiglia. Questa è la mia seconda casa, posso dire che sono molto felice e che ho un contratto lungo, che penso solo all’Inter, che la mia famiglia è felice a Milano e che non ho motivo per pensare di andare altrove. Oggi sono felice e sono il capitano di questa squadra”.
A chi dedicate questo scudetto?“Alla mia famiglia, mi sostiene ogni giorno e i miei figli mi hanno cambiato la vita. Quando le cose vanno bene è facile, altrimenti c’è sempre la famiglia”.
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