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interviste
Le parole di Ibrahimovic riaprono il dibattito sul calcio difensivo e alimentano i sospetti di una frecciata rivolta ad Allegri.
"Sembrava un allenatore italiano, che pensa solo a difendere". Le parole di Zlatan Ibrahimovic hanno acceso il dibattito, soprattutto per il riferimento alla Serie A e alla tradizione della scuola italiana degli allenatori, che lo svedese conosce alla perfezione dopo la lunga esperienza vissuta nel nostro campionato. Dietro questa presa di posizione, però, sembrano celarsi anche vecchie vicende personali che hanno segnato il suo rapporto con alcuni tecnici nel corso della carriera. Tra gli episodi più significativi c'è quello legato a Ronald Koeman, suo allenatore ai tempi dell'Ajax. Tra i due il feeling non è mai sbocciato e, negli anni, l'ex attaccante non ha risparmiato critiche nei confronti dell'olandese, contestandone in particolare i metodi di gestione dello spogliatoio, ritenuti eccessivamente rigidi.
Più recente è invece il rapporto complicato con Massimiliano Allegri, segnato da divergenze emerse durante l'ultima esperienza al Milan. Al di là delle indiscrezioni sulle presunte conversazioni di Ibrahimovic con altri protagonisti del calcio italiano, il dibattito si è concentrato soprattutto sul riferimento a un calcio considerato troppo difensivista. Proprio questo passaggio ha alimentato il sospetto che le dichiarazioni dello svedese non fossero rivolte in modo generico agli allenatori italiani, ma potessero rappresentare una frecciata indiretta proprio nei confronti di Allegri.
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