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calcionapoli1926 interviste Gravina: “Volevo dimettermi prima dei playoff, sui dilettanti mi sono spiegato male”

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Gravina: “Volevo dimettermi prima dei playoff, sui dilettanti mi sono spiegato male”

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L'ex presidente della FIGC ha parlato di vari temi nel corso della...
Angelo Licciardello

Gabriele Gravina, presidente dimissionario della FIGC, ha rilasciato una lunga intervista al Corriere Della Sera. Vari i temi trattati dall'ex presidente, dalla mancata qualificazione al Mondiale dell'Italia, alle dimissioni.

Le parole di Gravina al Corriere della Sera

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Perchè si è dimesso? "Mi assumo le mie responsabilità. Non ho mantenuto la promessa che avevo fatto ai tifosi italiani. Avevo detto che saremmo dovuti andare al Mondiale anche a nuoto e invece non ci siamo riusciti. Le dimissioni sono un ultimo atto d'amore verso il calcio. E non potevo permettere che gli attacchi al sottoscritto penalizzassero la Federazione. Già prima dei playoff avevo pensato di farmi da parte. E non tanto perchè non mi sentivo all'altezza, quanto per i vincoli, i legami e gli impedimenti che frenano la crescita e lo sviluppo del movimento. E tutto ciò, permettetemi di dirlo, è frustrante. Alla fine, ho deciso di rimanere e ho accettato questa via Crucis. Adesso vivo quasi da recluso tra casa e Federazione".


Quale deve essere l'identikit del suo successore? "Non sarò il regista del futuro e non tirerò la volata a nessuno. E' folle pensare che possa fare accordi con qualcuno. Sono convinto che alla fine le componenti mostreranno senso di responsabilità e riusciranno ad individuare un candidato in grado di coagulare il maggior numero di consensi possibile".

Ci sono state tante soddisfazioni in questi sette anni e mezzo di presidenza: "La grande battaglia vinta quasi da solo per la sopravvivenza del calcio durante il Covid, l'Europeo a Wembley nel 2021, i numerosi successi delle Nazionali giovanili, la co-assegnazione di Euro 2032. Ma soprattutto l'aver creato la divisione paralimpica. Sapete quale è stato il momento più bello? Le mail e le testimonianze di tanti genitori che mi hanno offerto stima e supporto".

Presidente, questa è anche l'occasione per chiarire il concetto di dilettanti riferito agli altri sport e usato nel dopo partita della Bosnia: "Mi spiace per come le mie parole siano state interpretate in Italia. Sicuramente andavano argomentate meglio: volevo sottolineare che il professionismo deve sottostare a regolamentazioni nazionali e internazionali. Di certo non era mia intenzione mettere in dubbio, nè svilire, l'impegno e la professionalità degli atleti di altre discipline".

Perchè non andiamo al Mondiale dal 2014 mentre gli altri sport stanno crescendo vertiginosamente? "Adesso abbiamo avviato un progetto con i bambini per rimettere al centro la tecnica. La verità è che si fa fatica a perseguire l'interesse comune. La filiera del talento italiano non si sviluppa a pieno perchè i club, che sono aziende private, perseguono i propri interessi e non ritengono funzionali il tempo e la fatica che servono per far sbocciare un giovane selezionabile per la Nazionale".