Quale deve essere l'identikit del suo successore? "Non sarò il regista del futuro e non tirerò la volata a nessuno. E' folle pensare che possa fare accordi con qualcuno. Sono convinto che alla fine le componenti mostreranno senso di responsabilità e riusciranno ad individuare un candidato in grado di coagulare il maggior numero di consensi possibile".
Ci sono state tante soddisfazioni in questi sette anni e mezzo di presidenza: "La grande battaglia vinta quasi da solo per la sopravvivenza del calcio durante il Covid, l'Europeo a Wembley nel 2021, i numerosi successi delle Nazionali giovanili, la co-assegnazione di Euro 2032. Ma soprattutto l'aver creato la divisione paralimpica. Sapete quale è stato il momento più bello? Le mail e le testimonianze di tanti genitori che mi hanno offerto stima e supporto".
Presidente, questa è anche l'occasione per chiarire il concetto di dilettanti riferito agli altri sport e usato nel dopo partita della Bosnia: "Mi spiace per come le mie parole siano state interpretate in Italia. Sicuramente andavano argomentate meglio: volevo sottolineare che il professionismo deve sottostare a regolamentazioni nazionali e internazionali. Di certo non era mia intenzione mettere in dubbio, nè svilire, l'impegno e la professionalità degli atleti di altre discipline".
Perchè non andiamo al Mondiale dal 2014 mentre gli altri sport stanno crescendo vertiginosamente? "Adesso abbiamo avviato un progetto con i bambini per rimettere al centro la tecnica. La verità è che si fa fatica a perseguire l'interesse comune. La filiera del talento italiano non si sviluppa a pieno perchè i club, che sono aziende private, perseguono i propri interessi e non ritengono funzionali il tempo e la fatica che servono per far sbocciare un giovane selezionabile per la Nazionale".
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