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interviste
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A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto Giuseppe Giannini:
"Io arrivai a Napoli per una scelta ben precisa: c'era Mazzone allenatore, io ero in Austria allo Sturm Graz. Ci sentivamo quasi tutte le sere. Cercava un centrocampista e io dissi al presidente dello Sturm Graz che sarei andato via, strappai il contratto. Ho giocato 8 partite a Napoli, il giorno dopo l'addio di Mazzone andai da Ferlaino per chiedere di andare via. Oltretutto Galeone portò Allegri. Mazzone? È stato un grande, un'icona. Ha vinto, ha salvato squadre. Ha lasciato schiettezza e rapporto umano. Un Mourinho italiano. Sempre molto chiaro nelle interviste con i giornalisti e dirigenti. E Mazzone con i propri collaboratori e giocatori è sempre stato diretto. Ho litigato con lui il primo giorno alla Roma, era prevenuto nei miei confronti. Gli raccontarono che io comandavo e decidevo, dopo 12 giorni di ritiro poi mi richiamò e disse che gli dissero tante ca**ate (ride ndr). Da dove bisogna ripartire con il calcio italiano? Più professionalità nei settori giovanili. Ci lavoro da diversi anni. E il dilettantismo non si avvicina alla mentalità del professionismo. Questi due Mondi sono lontani e dovrebbero essere più vicini. Possono essere avvicinati da una qualità differente del mondo giovanile"
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