Gattuso: "Il quinto posto con il Napoli è stato una mazzata. Abbiamo perso la Champions per un punto"
Gennaro Gattuso, attuale allenatore della Lazio, è intervenuto al Festival dello Sport 2026, a Trento. L'ex commissario tecnico dell'Italia ha parlato di diversi argomenti, dal suo passato in azzurro alle esperienze sulle panchine di club, fino agli episodi più difficili della sua vita. Di seguito alcuni estratti riportati da Tuttomercatoweb.
Gattuso: "Il quinto posto con il Napoli è stato una mazzata. Abbiamo perso la Champions per un punto"
L'ipotesi di arrivare sopra la Roma?"Non conta nulla, dobbiamo pensare a preparare bene la gara con il Monza. Veniamo da una sosta anomala: avevo 10 giocatori di movimento e poi i giovani della Primavera. Non vedo l'ora di preparare la partita, anche perché con Juric non ho bei precedenti".
SS Lazio Training Camp
Quel Napoli-Verona, per esempio...
"Se pareggiavamo arrivavamo secondi, siamo arrivati quinti: una mazzata incredibile".
Quanto ti manca lo stadio pieno?
"Manca, per me il calcio senza tifosi non è calcio. I tifosi sono una componente importante nel calcio. Ti incitano, tirano fuori qualcosa in più. La sensazione dello stadio vuoto l'ho provata nel periodo del Covid. Stiamo soffrendo a non avere i nostri tifosi".
Esonero a Palermo dopo una partita, problemi societari a Pisa, Creta, Champions persa per un punto con Milan e Napoli.
"A me le cose semplici non piacciono. Altrimenti sto a casa: ho avuto la fortuna di conoscere una donna speciale, con la quale ho avuto dei figli e sto benissimo a casa".
Baresi, Maldini, Berlusconi: qualcuno di questi tre ti metteva in soggezione?
"Paolo (Maldini). Campione a 360°. Quel giocatore che, per non saltare un allenamento, prendeva l'Aulin a 39 anni anche se stava male. Uno spessore incredibile, spessore imbarazzante dal punto di vista tecnico e tattico".
Quanto ti ha fatto arrabbiare il murale imbrattato su Baresi?
"Tanta, ma viviamo in un mondo difficile, problematico".
Mondiale 2006.
"Mi feci male prima del Mondiale, ma dissi a Lippi che mi dovevano legare a Coverciano per farmi stare a casa. Siamo partiti che ci tiravano i pomodori per i problemi di Calciopoli, ma piano piano siamo arrivati dove siamo arrivati. Vittoria storica, l'artefice è stato un uomo solo: Marcello Lippi, che ha fatto di tutto per creare un gruppo".
La sconfitta con la Bosnia?
"Quando riguardo la mia storia dico che gli episodi fanno la differenza. Nel 2003 vinciamo i quarti di Champions con l'Ajax, al Milan, ma al 90' eravamo fuori. Anche al Mondiale con il rigore con l'Australia, in 10 contro 11. Gli episodi fanno parte del nostro mondo e della nostra vita. L'ho sempre detto, devo ringraziare i ragazzi e gli addetti in federazione, mi hanno dato tutto quello che avevano. È normale che sia una ferita che rimarrà per il resto della vita, non posso dire nulla. Anche su Bastoni: l'ho ringraziato, fa parte del gioco, mica l'ha fatto apposta a prendere il rosso. Veniamo giudicati sempre come se contasse solo il risultato e questo mi dà fastidio: a volte bisogna anche vedere quello che uno fa nel percorso".
Sei riuscito a rivedere gli highlights di Bosnia-Italia?
"All'inizio no, ho fatto fatica i primi mesi ad addormentarmi. Ho fatto lunghe passeggiate per stancarmi e chiudere gli occhi. Non mi piace parlare di quello che è stato, ma di quello che devo fare".
L'importanza della fede.
"Ho perso una sorella sei anni fa, non riesco a sognarla. Pagherei tutto quello che ho per passare del tempo con lei, mi manca. Ho la fortuna di avere ancora mamma e papà. Penso anche a loro: non si è mai preparati al fatto che un figlio possa andare via prima di te".
La tua malattia.
"Per 4-5 mesi sono stato a letto, ma ho sempre pensato: pensa se mi avessero dato 5 mesi di vita. Da 6-7 anni non bevo alcun alcolico, devo fare iniezioni di cortisone quotidiane e si va avanti così".
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