Dai problemi che da anni attanagliano il sistema nostrano all'analisi del doppio 'big match' del 31° turno di A: una lunga chiacchierata con uno storico ex rossonero

"Bisogna tornare a pensare come sistema calcio", l'appello di Galli a chi guida (e non solo) il pallone in Italia

Filippo Galli
Filippo Galli a difesa dei colori del Milan (stagione 1994/95)

Lei da calciatore ha vissuto a pieno il periodo della Serie A a cavallo tra gli anni '80 e '90: cosa rendeva quella lega la migliore al mondo? E cosa servirebbe, livello delle squadre a parte, alla Serie A di oggi per tornare ai fasti di un tempo?

"Difficile dirlo. Anche qui va data una risposta articolata. Certamente in quegli anni c'erano dei presidenti che mettevano continuamente denaro nel mondo del calcio, poiché avevano altre attività per le quali ottenevano dei vantaggi e spesso la gestione della parte sportiva andava in negativo; dunque, c'erano continue immissioni di capitali.

Oggi c'è il tema del fair play finanziario e della sostenibilità, per questo è più difficile e, non a caso, sono arrivati tanti fondi dall'estero e tante proprietà straniere. Bisogna ripartire dall'essere sistema e dal pensare come sistema, mentre al momento ognuno pensa soltanto al proprio orticello: se non torniamo a pensare come sistema calcio e, quindi, a delle sinergie da parte di tutte le componenti, non si riesce a far nulla. Per questo motivo, i giocatori anziché venire in Italia preferiscono gli altri campionati europei".

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