I miei riferimenti? Sono stato allenato da Conte ad Arezzo: un allenatore vincente, che ha fatto la storia del calcio italiano. La sua mentalità è stata un insegnamento: se vincessi già solo un quarto di quello che ha vinto lui, sarei entusiasta. L’ho incontrato di recente a Marechiaro, ho grande stima di lui. A me piacciono anche gli allenatori che provano a difendersi guardando avanti, come Spalletti e Fabregas. Mi piace chi propone calcio: Fabregas e Italiano, secondo me, oggi fanno un calcio bellissimo in Italia, ma non vuol dire che altri allenatori non lo facciano.
Il Napoli può ancora vincere lo scudetto? L’unica strada è vincere tutte le partite. Se fossi nel Napoli, penserei solo a questo filotto, poi quello che fa l’Inter è un problema successivo. In questo momento, secondo me, il Napoli è fortunato perché non ha la pressione di dover vincere a tutti i costi. Ha più pressioni l’Inter perché, se perde lo scudetto, lo perde per colpa sua, non per colpa del Napoli. Bisogna sperare in diversi passi falsi dei nerazzurri: è difficilissimo, ma può succedere. Nelle ultime partite la squadra di Chivu ha fatto fatica. Alisson Santos? È uno di quei calciatori che piacciono a me, perché punta sempre l’avversario e crea la superiorità. Sono quei giocatori per cui vale la pena pagare il biglietto. Poi non parliamo di De Bruyne: giocatore stratosferico che da quando è rientrato ha già dato una marcia in più, anche a livello di spinta nello spogliatoio”.
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